GeForce Partner Program – Ancora pratiche anti-consumer?

GeForce Partner Program – Ancora pratiche anti-consumer?

Circa un anno fa sbavavo all’idea di una guerra hardware che avrebbe visto vincere i consumatori. Peccato debba ricredermi dopo aver sentito del GeForce Partner Program; un’iniziativa di nVidia il cui punto principale pare essere proprio quello di eliminare la facoltà di scelta. Un articolo presente sul blog del colosso di Santa Clara trabocca di espressioni positive del tipo “[…] Il GeForce Partner Program è progettato per assicurare che i gamers abbiano piena trasparenza verso la piattaforma GPU ed i software che viene venduto […]“; ed altro ancora che vi invito a leggere direttamente dal link incluso, così da non rovinare la sorpresa a tutti.

GeForce Partner Program – Un’analisi più approfondita

Kyle Bennett di HardOCP ha svolto un’indagine più approfondita in merito a questo programma, gettando luce e fornendo dettagli più specifici riguardo il funzionamento di tale meccanismo; e gliene sono tremendamente grato, visto che ad una prima occhiata questa iniziativa sembra fantastica: ma non è tutto oro quel che luccica. Dopo aver contattato sette compagnie che potrebbero aver preso parte al GPP, non tutte hanno risposto e coloro che hanno fornito dettagli preferiscono rimanere anonime; e già qui iniziano a sorgere i primi dubbi riguardo la bontà di questo schema. Attraverso tutte le risposte ricevute dal collega, è emerso un trend particolarmente preoccupante che possiamo riassumere nei seguenti punti:

  1. Pensano che i termini siano probabilmente illegali
  2. Il GeForce Partner Program potrebbe inficiare la scelta dei consumatori in modo tremendo
  3. Potrebbe portare ad un disturbo delle relazioni commerciali fra i partner del programma ed altre compagnie (Intel e AMD in primis)

Il problema principale viene a crearsi quando si analizza uno degli aspetti chiave, e non dovrebbe essere una sorpresa quando si viene a sapere che è discriminante all’ingresso nel programma; Bennett ha infatti trovato all’interno della documentazione la singolare richiesta di avere “Il brand per il gaming allineato esclusivamente con GeForce“. Prendendo come esempio la celeberrima Republic Of Gamers di ASUS (non sappiamo se aderente al GPP o meno); è ovvio che per far parte di questo programma non è più concesso vendere GPU di altri produttori all’interno della linea ROG. Tagliando quindi fuori dai giochi e dalle linee di prodotti la concorrenza; con una mossa che ricorda molto da vicino quelle per le quali Intel ha ricevuto una multa da un miliardo di euro da parte dell’Antitrust.

Cosa guadagnano o perdono i produttori?

Ad oggi nVidia non ha ancora pubblicato una lista con gli aderenti al GPP, ma la sensazione percepita dalle compagnie è che la non aderenza al programma significherebbe implicitamente perdere i numerosi “vantaggi” offerti da questo progetto: impegni ingegneristici di alto livello, coinvolgimento tecnologico in anteprima, status di partner al lancio, la creazione di bundles con dei giochi, programmi di sconto per le vendite, supporto alle relazioni con il pubblico e sui social media e, ultimo ma non ultimo; fondi per lo sviluppo del marketing, che senza dubbio sono il fattore determinante nel muovere le compagnie. Altra paura sentita dai potenziali partner è quella di venir lasciati a secco di prodotti qualora non dovessero partecipare al GPP; o comunque essere posti in fondo alla lista delle assegnazioni, ed in un’epoca di scarsità di componenti potrebbe essere l’ultimo chiodo nella bara.

Voi cosa pensate di questa mossa da parte di nVidia? Credete sia poco corretto? Dovrebbe cambiare qualcosa? Fateci sapere nei commenti qui sotto!

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