Providence cita Intel per 5 miliardi di dollari

Providence cita Intel per 5 miliardi di dollari

Intel è stata al centro di un putiferio nel corso degli ultimi mesi per via di Meltdown e Spectre; due falle di sicurezza che permettono l’esecuzione di codice malevolo senza che venga verificato. Nel Rhode Island intanto la città di Providence cita Intel in giudizio per cinque miliardi di dollari tramite una class-action; ma dovrà mettersi in fila alle oltre trenta già in corso provenienti da diverse fonti. Un articolo presente sull’indiano Deccan Chronicle indica infatti nello specifico le azioni intraprese dalla cittadina americana; ma senza troppi dettagli riguardo le ulteriori mancanze ed omissioni cui si riferiscono questa e le altre class-actions.

Providence cita Intel, ma è solo la punta dell’iceberg?

Intel non è nuova nell’intraprendere azioni “insolite” nei confronti della concorrenza, ma questa volta sembra davvero l’abbia proverbialmente fatta fuori dal vaso. Dopo aver sminuito in maniera deliberata l’impatto sulle prestazioni dovuto alle patch per chiudere le falle e, dopo aver beccato il CEO Brian Krzarnich a vendere quasi metà delle sue azioni (fonte) proprio prima che i bug divenissero di dominio pubblico; la situazione decisamente non è rosea e meriterebbe l’uso di aggettivi ben più coloriti. Purtroppo la storia ci fa speculare che Intel ancora una volta la farà franca; e la notizia del lancio del Bug Bounty Program adesso suona ancor di più come uno schiaffo morale.

Sotto il tappeto non entra più nulla

In moltissimi avranno conoscenza del team Project Zero di Google, i cui compiti sono quelli di evitare appunto i problemi e bug definiti “zero-day” su hardware e software. Nel Dicembre 2016 infatti un team dell’Università di Tecnologia di Graz in Austria, avrebbe scoperto la possibilità di estrarre dati con precisione dal kernel utilizzando CPU Intel. In nome della “scienza” è stato disposto un embargo alla diffusione di tali scoperte; ma trattandosi di un bug insito nelle micro architetture dal 1995 ad oggi, l’azienda ha ben poche scusanti per essersi fatta trovare impreparata. La gravità dell’accaduto è tale che in molti sostengono come anche le nuove generazioni Ice Lake e Cannon Lake siano affette dall’errore di design; ma sfortunatamente a noi consumatori non rimane che sperare per il meglio, oltre che finalmente Intel possa imparare e correggere il tiro.

Voi cosa ne pensate? La notizia vi ha sorpreso? Lasciateci un commento qui sotto con le vostre opinioni!

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