Le news più interessanti di questi giorni – News

Tech Recap
Settimane davvero di news interessanti dal mondo della tecnologia. Presentati i nuovi Google Pixel, nuove indiscrezioni sul  Huawei Mate 10, “scandalo” in casa Oneplus e tanto altro. Scoprite tutto nelle righe qui sotto!

Oneplus raccoglie troppi dati a insaputa dell’utente

Oneplus
È bastato un articolo su un noto blog di sicurezza a mettere l’azienda in cattiva luce. Pare che Oxygen OS, il firmware a bordo dei dispositivi Oneplus, raccolga tantissimi dati dell’utente, anche sensibili, per scopi analitici. Per dati sensibili intendiamo IMEI, numero di telefono, indirizzo MAC e informazioni sulle reti mobili alle quali lo smartphone è connesso. Le reazioni del web sono state di due tipologie: chi ha giudicato Oneplus la peggiore azienda del pianeta e chi invece ha semplicemente invitato alla calma dato che molti produttori o applicazioni di terze parti, in qualche modo, fanno lo stesso. Oneplus ha replicato in questo modo: “Trasmettiamo in maniera sicura due differenti flussi di dati analitici ad Amazon via HTTPS. I primi dati riguardano statistiche d’uso utilizzate per affinare il software in base ai comportamenti degli utenti. Questa funzione può essere disabilitata in Impostazioni -> Avanzate -> Iscriviti allo User Experience Program. Il secondo flusso riguarda informazioni legate al dispositivo che vengono raccolte per fornire un migliore supporto post-vendita”.
Non è uno scandalo né una novità assoluta perché come già ribadito altre aziende fanno lo stesso; Oneplus poteva essere certamente più trasparente nel comunicare quali dati venissero raccolti e rendere dunque l’utente consapevole. Come giustamente viene sottolineato nell’articolo consultato come fonte, la principale colpa di Oneplus è quella di volersi sostituire all’utente finale e prevedere le sue mosse o i suoi gusti prima di egli stesso.
Un recente comunicato di Carl Pei, il CEO dell’azienda, rassicura gli utenti affermando che le informazioni raccolte, almeno i dati sensibili, non sono mai stati condivisi con nessuna azienda o entità esterne e che sono stato organizzati sotto forma di dati aggregati per migliorare prodotti e servizi offerti. Entro fine ottobre, verrà rilasciato un nuovo aggiornamento del firmware che introdurrà la richiesta sulla partecipazione all’User Experience Program durante la configurazione e non verranno più raccolti dati quali numero di telefono, indirizzi MAC o informazioni sulle reti WiFi.
Dobbiamo sottolineare che Oneplus è un’azienda molto attenta ai suoi clienti e soprattutto ai blog e social, per cui  investe tantissimo nell’ascoltare i propri clienti al fine di accontentare le loro richieste.
Aspettiamo novità a riguardo.

Oneplus 5T
Oneplus 5T
Scandalo a parte, Oneplus procede con il suo lavoro e il Oneplus 5T (o Oneplus 6) è già in cantiere. Stando alle voci di corridoio apparse sul web, il nuovo Flagship killer (ha ancora senso chiamarlo così?) avrà un display in 18:9, bordi estremamente sottili e la classica finitura in vetro 2.5 D. per quanto riguarda il lato hardware l’azienda ci ha sempre abituati a dei piccoli mostri di potenza e infatti il processore che monterà sarà l’ultimo Snapdragon 835
Il design, apparso sul noto sito Leaks, potrebbe essere dunque quello mostrato nell’immagine di apertura, in linea con i rumors trapelati finora. Ovviamente non si può stabilire l’autenticità dell’immagine, ma la credibilità è dovuta alla presenza dei tratti distintivi dei prodotti Oneplus, come il posizionamento dei tasti fisici e il tradizionale slider zigrinato dei profili del suono. Vedremo nelle settimane a seguire se queste caratteristiche verranno confermate o, chi lo sa, stravolte del tutto.

Intel e il suo chip quantistico a 17 qubit

Chip quantistico Intel


I computer tradizionali, per quanto potenti e prestanti, elaborano un’enorme quantità di dati svolgendo calcoli in maniera sequenziale: i processori quantistici, invece, sono in grado di elaborare contemporaneamente più soluzioni per uno stesso problema, aumentando in maniera esponenziale la potenza di calcolo e diminuendo i tempi di elaborazione. Intel ci sta lavorando e i progressi sono concreti: l’azienda ha comunicato di aver consegnato alla compagnia olandese QuTech un chip quantistico composto da 17 qubit.

Questa nuova tecnologia è capace di simulare la natura per la ricerca in settori quali la chimica, la scienza dei materiali o la modellazione molecolare. Si possono realizzare catalizzatori, superconduttori a temperatura ambiente e tanto altro ancora.
I qubit sono i cosiddetti bit quantistici ovvero le unità di informazioni quantistiche corrispondenti ai bit per i computer tradizionali che sino ad oggi sono stati un ostacolo da superare: infatti la loro creazione non è stata affatto semplice data la loro natura fragile e l’enorme quantità di dati soggetta a smarrimento. Per la loro realizzazione è necessario operare a 20 millikelvin, cioè a temperature che corrispondono a 250 gradi in meno rispetto allo spazio profondo. 
I due principali gruppi di ricerca Intel, uno nell’Oregon e l’altro in Arizona, si stanno impegnando per ottimizzare questa tecnologia, sia in termini di affidabilità che di produzione vera e propria. La nuova architettura dei chip a 17 qubit garantisce una maggiore affidabilità, sia in termini di prestazioni termiche che di riduzione delle interferenze RF tra gli stessi qubit. Un altro aspetto importante è anche la “scalabilità”, ovvero la possibilità di renderli applicabili a circuiti quantistici più grandi.

“La nostra ricerca quantistica è progredita fino alla simulazione da parte del partner QuTech dei carichi di lavoro di algoritmi quantistici. Intel sta realizzando regolarmente nuovi chip qubit di test nei nostri impianti di produzione all’avanguardia”, ha spiegato Michael Mayberry, VP e AD di Intel Labs. “La competenza di Intel nella fabbricazione, nell’elettronica di controllo e nell’architettura ci distingue e ci servirà sicuramente mentre ci avventuriamo in nuovi paradigmi di calcolo, dal neuromorfico al calcolo quantistico”.
Secondo Leo DiCarlo di QuTech, “questo lavoro ci consentirà di scoprire nuove intuizioni nel calcolo quantistico che daranno forma alla prossima fase di sviluppo”.
La collaborazione tra Intel e l’azienda olandese non si limita solamente alla produzione di tali chip ma integra hardware e software. Tra le altre cose, Intel sta lavorando a diverse tipologie di qubit, tra cui i qubit superconduttori incorporati nel chip e lo spin qubit in silicone che ricorda il transistor con singolo elettrone.
Di seguito lasciamo un video unboxing pubblicato da Intel del nuovo chip a 17 qubit:

Google Pixel 2

Google Pixel 2

Anche Google torna alla carica con i suoi nuovi googlephones. Nel suo evento del 4 Ottobre 2017 BigG ha presentato i suoi nuovi smartphones di punta: Google Pixel 2 e Google Pixel 2 XL. Molte delle specs trapelate nei mesi precedenti  sono state confermate: il display è ormai un iconico 18:9 con cornici ridotte, speaker frontali, e una cam da paura.
Specifiche tecniche Google Pixel 2/Google Pixel 2 XL (fonte)


Schermo: 5” full HD per Pixel 2 / 6” 18:9 QHD+ (1.440 x 2.880 pixel) P-OLED per Pixel 2 XL entrambi con Gorilla Glass 5

CPU: Qualcomm Snapdragon 835 con GPU Adreno 540
RAM: 4 GB LPDDR4X SDRAM
Memoria interna: 64 / 128 GB, UFS 2.1
Fotocamera posteriore: singola fotocamera da 12,2 megapixel, f/1.8, con OIS, sensore da 1/2,6” , pixel grandi 1,4 μm
Fotocamera frontale: 8 megapixel f/2.4 fuoco fisso
Connettività: nano SIM, LTE, Wi-Fi dual band, Bluetooth 5.0 LE, GPS, NFC, USB Type-C
Dimensioni: 145,3 x 69,3 x 7,8-8,2 mm per Pixel 2 / 157 x 76,2 x 7,6 mm per Pixel 2 XL
Batteria: 2.700 mAh (Pixel 2) / 3.520 mAh (Pixel 2 XL) entrambi con ricarica rapida
Certificazione IP: IP67
OS: Android 8.0 Oreo
Caratteristiche
Anche Google si adatta al mercato: in entrambi i modelli viene abbandonato l’ingresso per il jack audio a favore di un adattatore Type-C presente nella confezione. Sempre in campo audio i due Google Pixel vantano un doppio speaker frontale per una migliore esperienza audio.
Una funzione “nuova” (già vista sul HTC 11 in realtà) è la presenza dell’Active Edge, ovvero dei bordi “spremibili” che ha lo scopo di lanciare Google Assistant con molta facilità. Si può impostare anche per avviare la musica o scattare dei selfie.
Lo schermo è dotato di polarizzazione in modo tale da mantenere la qualità anche utilizzando degli occhiali da sole polarizzati. Entrambi sono certificati IP67 per resistere ad acqua e polvere.
Dal lato Software abbiamo il riconoscimento continuo della musica e la preview di Google Lens, ovvero un’applicazione presentata al Google I/O 2017. In pratica la fotocamera dovrebbe essere in grado di riconoscere gli oggetti che stiamo inquadrando per fornirci informazioni, per tradurre testi o altro ancora.
La fotocamera è il pezzo forte: è stata dichiarata la migliore sul mercato da DxOMark guadagnandosi ben 98 punti e surclassando iPhone 8 plus e Galaxy Note 8. Le novità interessanti sono senz’altro la modalità ritratto anche sulla camera frontale grazie ad un’elaborazione software chiamata dual pixel che permette di riconoscere l’oggetto in primo piano e lo sfondo, in modo tale da ricreare l’effetto bokeh. Sono stati aggiunti anche degli AR Sticker, ovvero degli oggetti in realtà aumentata da aggiungere virtualmente alle foto. Importante upgrade dei precedenti modelli è l’inserimento dello stabilizzatore ottico sul sensore posteriore, che si affianca dunque a quello digitale. 
In Italia è già disponibile al preordine (e già esaurito per dire la verità) il Google Pixel 2 in versione nera e bianca a 989€. Vi farete tentare?

Huawei Mate 10, Mate 10 Pro e Mate 10 Lite

Huawei

Huawei si prepara a lanciare sul mercato i nuovi smartphone della linea Mate e stavolta vuole accontentare tutti i gusti (e le tasche). I dispositivi potranno essere tre, e nello specifico Huawei Mate 10, Huawei Mate 10 Pro e Huawei Mate 10 Lite. Il famoso leaker Evan Blass ha messo in rete dei render in alta definizione e se dovessero essere confermati non possiamo che dire brava Huawei. Il Mate 10 Pro ha personalità e dei tratti distintivi che a noi piacciono. Ma andiamo con ordine e scopriamo tutte le caratteristiche tecniche.

Huawei Mate 10

Huawei Mate 10

La sua presentazione avverrà il 16 Ottobre a Monaco di Baviera. L’invito dell’evento recita: “Meet the device worth waiting for”, il che fa sperare a qualcosa di davvero grandioso. Ecco il video promo:

Scheda tecnica
Display: 5,99” full HD IPS
CPU: Kirin 970, annunciato ad IFA 2017. Il primo processore al mondo con un’unità dedicata alle reti neurali.
RAM: 6 GB
Memoria interna: 64 / 128 GB UFS 2.1
Fotocamera posteriore: due sensori realizzati in collaborazione con LEICA. Risoluzione forse da 12 (RGB) + 20 megapixel (monocromo), f/1.6
Fotocamera frontale: 8 o 16 megapixel
Dimensioni: 150,2 x 77,5 x 8,4-9 mm (approssimative)
Batteria: 4.000 mAh
OS: Android 8.0 Oreo con EMUI 6.0

Caratteristiche
Le buone premesse ci sono tutte. Display generoso, processore potente, batteria enorme. Sarà dotato anche di un selfie toning flash, probabilmente un flash LED frontale adatto ai selfie. Non si sa nulla riguardo la presenza della certificazione IP 67 o IP 68. Esteticamente dovrebbe presentarsi come l’immagine di apertura, quindi con doppia camera (una sopra e una sotto) e flash a due toni a sinistra e sensori a destra. È tutto ancora incerto, aspettiamo ovviamente l’evento per confermare o smentire. Il prezzo potrebbe aggirarsi attorno agli 849€.

Huawei Mate 10 Pro

Huawei Mate 10 Pro
Sara la punta di diamante dell’evento. Display da 6 pollici, risoluzione 2.160 x 1.080 pixel (18:9) con tecnologia super AMOLED. Si parla anche di 6 GB di RAM e 128 GB di memoria interna, crediamo espandibile. Design sicuramente interessante che mostra una propria identità. Non manca la dual camera posteriore da 12+20 megapixel e batteria da 4.000 mAh. Presente anche il processore Kirin 970, il primo SoC per dispositivi mobili con un’unità di calcolo dedicata alle reti neurali, che si vanta di aumentare l’intelligenza dei Mate 10 ad un livello superiore. È possibile anche la presenza di una variante Porsche design e di un bundle di Pen+, ma attendiamo l’evento per saperne di più. Il prezzo è salato: ben 1.395€.

Huawei Mate 10 Lite

Huawei Mate 10 Lite
Il più “piccolo” della famiglia Mate. Sarà dotato di un display da 5,9 pollici full HD+ (1.080 x 2.160 pixel) in 18:9, il SoC sarà il Kirin 659 con 4 GB di RAM e 64 GB di memoria interna. Le due fotocamere posteriori sono da 16+2 MP e quelle anteriori da 13 + 2 MP. Si avete letto bene, 4 fotocamere. Nessuna di queste però è stata realizzata con collaborazione con LEICA. La batteria dovrebbe essere una 3350 mAh. Aspettiamo ovviamente l’evento del 16 Ottobre a Monaco di Baviera per saperne di più. Prezzo al pubblico: 349€. Molto interessante.
Non ci resta che vedere se Huawei a questo giro ha fatto di nuovo centro.

Face ID su Android? Presto realtà

Face ID


Ming-Chi Kuo, famoso analista di KGI e famoso anche per aver azzeccato più volte delle indiscrezioni con Apple, stavolta vuole sbilanciarsi su Android. Secondo le sue previsioni, i produttori Android potrebbero abbandonare gli attuali sistemi di riconoscimento biometrico dell’impronta digitale a favore della tecnologia adottata da Apple con i suoi ultimi smartphone: il riconoscimento facciale di tipo 3D Sensing.

Tale soluzione è stata anche preannunciata da Qualcomm che vuole portare tale tecnologia nei propri chip per il 2018. Sempre Kuo afferma che le richieste di soluzioni simili al 3D Sensing da parte di OEM Android sono triplicate dopo la presentazione della fotocamera TrueDepth e del Face ID di iPhone X. Come al solito Apple detta legge e stavolta ha davvero smosso le acque portando sul mercato una tecnologia davvero promettente che ha aperto la strada ad un approccio totalmente diverso riguardo la sicurezza del proprio smartphone.
Sicuramente non è facile che tale novità venga portata sui dispositivi Android in tempi brevi e dobbiamo anche sottolineare che iPhone X non è ancora arrivato sul mercato e deve quindi dimostrare le reali potenzialità e l’efficacia della soluzione.
Kuo afferma anche che le spedizioni dei dispositivi Android con a bordo una tecnologia simile a quella del 3D Sensing supereranno di 2-3 volte quelle con i lettori biometrici sotto al display nel giro di 2-3 anni. Se ci fate caso però, 2-3 anni in termini tecnologici sono un’eternità e il sensore biometrico sotto al display rappresenta ancora un grande scoglio da sormontare. 
Quest’ultima tecnologia potrebbe essere applicata solamente su pannelli OLED, escludendo dunque gli LCD. La stessa Samsung afferma che sta lavorando per rendere quanto detto realtà per presentare un Galaxy Note 9 all’avanguardia da questo punto di vista.
I termini di concretizzazione di quanto detto sono molto lunghi. Staremo a vedere i progressi dei vari produttori e speriamo nella buona concorrenza perché è l’unica che può accelerare un po’ il processo di ricerca e sviluppo. Voi cosa ne pensate?


G.Skill presenta un kit DDR4 da 32GB a 4266 MHz

g.skill trident Z
Belle, tamarre, potenti. Sono i tre aggettivi che mi vengono in mente quando si parla delle G.Skill e in particolare della linea Trident Z RGB (sono quelle che monto io 😎). 
Dopo la presentazione degli ultimi prodotti da parte di Intel e AMD, anche G.Skill vuole metterci del suo e ha annunciato l’uscita del nuovo kit DDR4 delle sue RAM, un connubio di potenza e tamaraggine senza eguali. parliamo delle G.Skill Trident Z RGB, 4 moduli da 8 GB di RAM con una frequenza di clock pazzesca da 4266 MHz, le più veloci sul mercato.
G.Skill Trident Z 4266 Mhz
Tali moduli utilizzano un Chip Samsung B-die, programmati con timing 19-23-23-43 e un voltaggio SPD di 1,4 Volt. Tale kit non viene commercializzato con kit Quad-Channel e potrebbe tranquillamente funzionare anche su piattaforme X299 (Skylake X) configurato a 4 canali, o anche per la più recente Z370 (con Intel Core i5-8600K) con supporto Dual-Channel.
Specs

Le nuove memorie G.Skill Trident Z 32GB 4266 MHz saranno disponibili da dicembre ad un prezzo ancora non noto che sia aggirerà, supponiamo, sui 500€. Vi farete tentare da tanta potenza bruta?

Cosa vi ha colpito di più tra le news? Fatecelo sapere nei commenti!

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