Mini guida: come fotografare le stelle in una notte di mezza estate

In questa mini guida dedicata ad utenti consapevoli (coloro che più o meno sanno già maneggiare una macchina fotografica), parleremo di come realizzare una foto in cui si stagliano bene tutte le stelle della volta celeste, in altre parole quelle meravigliose foto dove il firmamento sembra bucare lo schermo.

Non sono infatti tante le cose nella vita che danno veramente piacere ma, fra queste, indubbiamente c’è la contemplazione di un magnifico cielo stellato in una limpida notte estiva. Sdraiati su un prato, sulla capotte dell’auto (ok, un po’ estremo questo) o magari sulla spiaggia, sarà capitato anche a voi di puntare il naso all’insù e rimanere affascinati da quella miriade di raggi siderali provenienti da distanze altrettanto siderali.  

Credetemi, c’è qualcosa però di più soddisfacente della semplice contemplazione, ovvero immortalare quello sprazzo di cielo aperto di fronte ai vostri occhi con una bella fotocamera.

Non scenderemo in dettagli eccessivamente tecnici, ma ci limiteremo a dare una serie tips and tricks utili per realizzare uno scatto di questo genere. Piccola premessa: fra i tipi di fotografia, quella notturna, è forse una delle più complesse e richiede una giusta misura di abilità, dotazione tecnica e ovviamente pazienza: tanta pazienza. La prima volta non sarà quello che vi aspettavate, e forse nemmeno la seconda. Ma già dal terzo tentativo comincerete a vedere realizzato l’effetto che avevate in mente.

Per rendere le cose più semplici parleremo di uno scatto eseguito con una fotocamera digitale reflex. Perché? Nonostante gli ultimi smartphone abbiano in dotazione fotocamere molto avanzate e performanti (vedi S8, Lg G6, iPhone 7 tanto per citare un paio di flagship device), i sensori e le ottiche (benché dotate di OIS su più assi) di questi strumenti restano ancora poco adatti ad un tipo di fotografia così tecnica. Non temete però: nelle prossime guide parleremo di come realizzare scatti da Pulitzer con il vostro fido cellulare. Vi rimando ai commenti per le vostre preferenze. 


Di cosa avrete bisogno

Una reflex (meglio ancora una full frame) ha un sensore molto più ampio e più ampio significa raccogliere (o trasdurre per usare un termine più elettronico) più luce e in maniera ottimale. Inoltre, la modalità manuale presente su questi modelli di “default” consente un pieno controllo dello strumento in termini di tempo, apertura e ISO (brevissima parentesi per rinfrescare la memoria sulle basi della fotografia: il tempo è quello di esposizione alla luce, l’apertura è la grandezza del diaframma dell’obiettivo misurata con f e gli ISO sono la “simulazione” digitale della vecchia sensibilità delle pellicole di celluloide – queste caratteristiche lavorano tutte in sinergia o antagonismo). E per finire i formati dei file gestibili possono essere settati in modalità RAW, vale a dire dei file corposi ricchi di informazioni (e ricchi di Mb), perfetti per il post-processing.
All’inizio non sarà importante che abbiate una macchina eccezionale, per impratichirsi: io consiglio una DSLR camera entry level tipo Sony SLT-A58 (benché limitata dal dannato a-mount con obiettivi quasi introvabili o costosi se originali) o una molto più comune Nikon d3200/3300 (la potete acquistare a un buon prezzo qui). Modelli base che hanno qualche anno sulle spalle ma che reggono bene il tempo e, tutto sommato, offrono un buon rapporto qualità/prezzo. 
Ecco, comunque, la lista della spesa:

Contesto
A voi la scelta. La notte però deve essere particolarmente limpida, con stelle chiaramente visibili ad occhio nudo. Può sembrare banale, ma non è una cosa così semplice come può apparire. Qualche anno fa nel sud del Marocco, in un buio pesto completo, sono riuscito ad immortalare uno dei cieli stellati più belli in assoluto. Il cielo era limpido e non c’era traccia di luci per centinaia di chilometri intorno. Non pensate, insomma, di poter realizzare una foto rivolta al cielo notturno nel bel mezzo di una città, l’inquinamento luminoso è il peggior nemico dell’astro – fotografo. Spazi aperti, isolati sono invece preferibili. Sempre.

Come fare
Una volta trovata la location ideale, piazzate la vostra camera sul treppiedi tenendo presente grossomodo la regola dei terzi anche in questo caso. Il grandangolo offrirà comunque una visione suggestiva del paesaggio.
L’apertura del diaframma deve essere ampia, il più ampia possibile (ad esempio un range tra f 2.0 -f 4.0) per garantire l’ingresso della maggior quantità di luce possibile. Anche settare gli ISO è importante (se non sapete come, potete consultare il manuale tecnico della vostra camera). Tenete presente che più bassi sono gli ISO, più la foto è dettagliata (ma buia poiché la sensibilità della “pellicola” alla luce è bassa), al contrario, più alti sono questi, più la foto sarà luminosa, più verrà raccolto rumore (quell’ odioso effetto grana sulle foto scattate in notturna).  Bisogna trovare un giusto compromesso. Senza lanciarvi in calcoli matematici troppo cervellotici (potete impratichirvi con la regola del “500” in questo caso) provate per iniziare questa combinazione: f 3.5  – ISO 1600.

Venendo poi ai tempi di esposizione (il tempo che il diaframma resterà aperto) direi che ci aggiriamo per questi settaggi intorno ai 25s circa. Ecco la ragione per la quale avrete bisogno di un treppiedi e di un controllo da remoto. Vi assicuro che restare 25s perfettamente immobili puntando una fotocamera di oltre mezzo chilo verso il cielo è quando di più deleterio per la riuscita della foto (nonché per le vostre braccia e spalle).
Il gioco è fatto. Scattata la vostra fotografia non dovrete fare altro che ammirare il risultato. Il consiglio è sempre quello di produrre più scatti (grazie fotografia digitale – non tutti siamo geniali come Giovanni Gastel) e fare una cernita dei migliori.

Contrasti non troppo marcati e tonalità tendenti ai colori più caldi. 

L’ultimo passaggio è passare le  astro-foto sul vostro Lightroom  ed iniziare a giocare un po’ con i contrasti, la luminosità e la definizione (stando sempre attenti a non snaturare troppo le originali). Potrete mettere in risalto i colori più freddi o caldi a seconda delle vostre preferenze. Nell’esempio, potete vedere come risaltino i colori caldi tendenti al rosso.Non abbiate paura di sperimentare!
Ora potete vantarvi con i vostri amici mostrando il vostro capolavoro.

Partendo da questo spunto, nella prossima guida, parleremo di come creare l’effetto “Star trail“.

E voi cosa vorreste leggere nella prossima guida sulla fotografia? Commentate e condividete. 

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