La tecnologia in campo medico: un mito diventato realtà

La tecnologia in campo medico si è evoluta notevolmente soprattutto negli ultimi anni con la creazione di robot, l’introduzione delle teorie sulla clonazione, l’ideazione di speciali protesi e molto altro: il loro impiego, inoltre, sta diventando sempre di più una pratica abituale.
Ma cosa caratterizza la tecnologia adatta all’uso medico?
Questo tipo  di tecnologia  ha come scopo la facilitazione del lavoro da parte dei medici, attraverso diagnosi più precise, terapie più efficaci e meno dannose per il paziente. A questi aspetti tecnologici rientrano anche le piattaforme dei social network, i siti internet e i blog d’ informazione medica.
È chiaro quindi come questa scienza tecnologica sia in grado di dare un enorme contributo nella prevenzione e nella cura delle patologie; tuttavia in alcune occasioni è stata anche molto contestata. Basti pensare all’esperimento di clonazione della pecora Dolly nel 1996,  che ha segnato un enorme passo avanti dal punto di vista scientifico e che tutt’ora potrebbe rivelarsi essenziale nella realizzazione di organi sintetici capaci di risolvere in maniera definitiva il problema della donazione degli organi o usati per la creazione di speciali protesi.
Come accennato tuttavia questo esperimento ha creato non pochi malumori e parecchi dubbi anche all’interno della comunità scientifica stessa sui possibili utilizzi poco etici delle pratiche derivanti da questo studio; per non parlare delle vere e proprie rivolte adottate dagli esponenti delle più importanti comunità religiose esistenti che hanno aspramente criticato la facilità con cui gli scienziati tramite questo studio hanno giocato con il fenomeno della creazione.
Chiudendo questa piccola parantesi sull’aspetto etico degli esperimenti andiamo a vedere la sua evoluzione fino ad arrivare ai prototipi futuristici che si stanno attualmente sviluppando.
Il primo utilizzo di una tecnologia robotica per compiere operazioni complesse lo abbiamo grazie alla creazione del robot noto come “Da Vinci“,costituito da una console ove il chirurgo si posiziona e tramite un visore tridimensionale e due joysticks manovra direttamente il robot.
Con l’evoluzione della robotica sono nati robot all’apparenza minori di Da Vinci ma sempre e comunque molto utili ai fini medici: come ad esempio il robot-medico pensato per il check up che pattuglia i corridoi degli ospedali controllando i valori vitali di ogni paziente; oppure l’ RP-Vita; non proprio un robot ma un carrello intelligente provvisto di uno schermo e di strumenti di monitoraggio, programmato per muoversi da solo anche in sale affollate.
Ora che abbiamo visto i prototipi già in uso negli ambienti ospedalieri vediamo quali sono i robot che si stanno realizzando in questo momento  e che potrebbero non solo rivoluzionare tutta la tecnologia medica ma anche aiutare milioni di potenziali pazienti.
Il primo robot di cui andiamo a parlare è stato creato dai ricercatori del Politecnico Federale di Losanna in Svizzera. Questo robot non solo non ha bisogno di alimentazione esterna ma è anche commestibile e grazie anche alle sue dimensioni ridotte (ogni componente misura circa 4 centimetri) può essere utilizzato per vari impieghi come ad esempio la cura o l’ analisi delle patologie che colpiscono l’apparato gastro intestinale, senza nuocere al paziente, grazie come detto al fatto che il robot non ha alcun bisogno di un’ alimentazione esterna e che può essere assorbito direttamente dall’organismo  senza problemi.
Inoltre essendo  modulare si possono aggiungere accessori diversi come batterie e sensori, anch’essi progettati per non dare problemi al paziente durante il processo di digestione.
Questo risultato si è ottenuto eliminando i meccanismi motorizzati e sostituendoli con materiali intelligenti: appena raggiungono il tratto gastro-intestinale creano infatti una reazione chimica a contatto con l’aria e i liquidi presenti, permettendo al robot di muoversi in totale libertà per tutta la lunghezza del tratto intestinale.
Per quanto riguarda gli effetti collaterali come già accennato non c’è nulla di cui preoccuparsi:  i componenti che costituiscono il robot sono realizzati con una sostanza gelatinosa usata come rivestimento per alcuni tipi di farmaci già in commercio.
Un altro aspetto dell’evoluzione tecnologica è riscontrabile con i primi prototipi di protesi robotizzate che possono aiutare a condurre una vita pressoché normale tutti i paziente sprovvisti di arti. Queste protesi a differenza delle classiche sono costituite da sensori in grado di imitare i ricettori del corpo umano che come sapete  sono coloro che permettono di muoverci, sentire le cose attraverso il tatto ecc…
Queste protesi inoltre per essere il meno invasive possibile e per ridurre i costi di costruzione vengono realizzate grazie all’ausilio di stampanti tridimensionali (3D) capaci di produrre protesi usando materiali che come texture si avvicinano il più più possibile ai componenti del corpo umano (pelle, ossa, ecc …): tutte interamente personalizzabili  e ad un costo accessibile.
Ma chi lavora in questo settore sostiene che la vera rivoluzione della medicina coinciderà con l’impiego dei nanorobot per l’analisi e la somministrazione dei farmaci. Questi robot avranno delle dimensioni pari ad una normale pillola e saranno programmati per andare a colpire dall’interno soltanto le cellule malate, lasciando intatte quelle sane.
Se questi nanorobot vi sembrano da fantascienza non avete sentito parlare del prototipo di nanorobot realizzato in quest’ultimi anni dai ricercatori dell’Università della Florida specifico contro il virus dell’epatite C, in grado di attaccare soltanto il meccanismo di  moltiplicazione virale.
Non siamo pertanto lontani dalla realizzazione e l’impiego abituale di tali robot in campo medico scientifico.

Cosa pensate dell’evoluzione di queste tecnologie? Diteci la vostra con un commento.

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