Intel “subisce” la potenza di AMD e punta tutto sul marketing (in maniera scorretta)

Intel “subisce” la potenza di AMD e punta tutto sul marketing (in maniera scorretta)

In passato abbiamo già coperto il lancio delle prime tre CPU della linea Ryzen, così come abbiamo coperto l’annuncio riguardo il refresh di Kaby Lake denominato (con molta poca fantasia da parte di Intel) Kaby Lake-X; difficilmente qualcosa da cui farsi sorprendere già ai tempi in cui le voci di corridoio iniziarono a circolare, ed ancora meno adesso che molti giornalisti dell’industria hanno avuto modo di testarli e fornire una serie di risultati a dir poco sconcertanti, specialmente tenendo il conto dei prezzi di tali chip nonostante i tagli iniziali operati dal gigante di Santa Clara che non hanno subito ripercussioni come molti pensavano.

Al Computex tenutosi il mese scorso a Taipei sia Intel che AMD hanno avuto modo di presentare alcune novità e dei prodotti atti a completare le linee già presenti sul mercato e crearne di nuove, come ad esempio la linea Core i9 per il Team Blu e la linea Epyc dedicata ai server per il Team Rosso. Quest’ultimo lancio è quello che sembra aver scosso Intel alle fondamenta, visto come la presentazione affrettata della piattaforma HEDT X299 nel tentativo di cogliere Threadripper in contropiede abbia in realtà mostrato i limiti di un’architettura oramai esausta da quasi un decennio di affinamenti e praticamente nessun aggiornamento particolarmente “succulento” ma, soprattutto, la ricezione dell’architettura Zen da parte dal mercato è stata del tutto inaspettata per Intel ed una perdita di poco più del 10% del mercato dal terzo quadrimestre 2016 allo stesso periodo dell’anno in corso che ha fatto rabbrividire qualcuno all’interno del quartier generale Intel.

Intel "subisce" la potenza di AMD e punta tutto sul marketing (in maniera scorretta)
Immagine di concessione di CPUBenchmark.net

Il colosso del semiconduttore basato in California ha quindi deciso di combattere AMD utilizzando una tecnologia denominata Mesh in realtà estremamente simile a quella della concorrenza ma, come la storia ci ha già insegnato con la famosa sentenza dell’Unione Europea per concorrenza sleale, Intel torna alla carica nel peggiore dei modi con una campagna di marketing volta unicamente a diffamare il rivale senza tuttavia aver condotto dei test interni. La notizia ci giunge dai colleghi di Overclock3D i quali riportano anche alcune slide direttamente dal team di marketing, incluse alcune affermazioni palesemente infondate che sfociano in quello che appare come un disperato tentativo di riguadagnare una fetta di mercato oramai persa.

Intel "subisce" la potenza di AMD e punta tutto sul marketing (in maniera scorretta)

La prima slide e copertina dell’articolo, addita Naples con frasi del tipo “performance inconsistenti dovute a quattro dies da desktop incollati l’uno all’altro“, “mancanza di ecosistema” ed infine una frase un po’ dubbiosa riguardo dei “risultati scadenti ed una scarsa fornitura“. È ovvio che utilizzando una tecnologia di interconnessione fra chip aumenti la latenza ma senza aver testato e quantificato tale valore è un’affermazione un po’ difficile da sostenere, oltre che incredibilmente diffamatoria nei confronti di una tecnologia che anche Intel stessa sta iniziando ad adoperare, seppur nella loro interpretazione e sotto il nome “Omni-Path“;  il caro vecchio detto che recita “un peso e due misure” mai fu più appropriato. Altra nota da parte del reparto “diffamarketing” di Intel riguarda la mancanza di un ecosistema in quanto verrebbero a mancare alcune ottimizzazioni in modo da consentire un utilizzo out of the box e vanta anche decenni di investimenti: è ovvio che le ottimizzazioni beneficeranno il prodotto Epyc, ma lo stesso si può applicare anche per la linea Intel quindi non è molto chiaro qui il motivo di tale dichiarazione, specie con un paragone che non reggerebbe nemmeno in un universo parallelo; Ryzen è una serie di prodotti esclusivamente destinati all’utilizzo in ambito desktop e non server e quindi le ottimizzazioni volte al gaming necessarie per una gamma di CPU potrebbero non essere necessarie per utilizzi ben più intensivi come quelli da datacenter.

Intel "subisce" la potenza di AMD e punta tutto sul marketing (in maniera scorretta)

E per completare questo quadro composto oggettivamente da delirio di onnipotenza ed una buona miscela di droghe psicoattive, non poteva mancare una comparativa fra due chip diametralmente opposti: da un lato troviamo un Intel Xeon 6134 da 2’200 dollari americani e all’altro angolo del ring un AMD Ryzen 7 1800X da 499 dollari americani? La comparativa ha senso solo analizzando la quantità di cores e la relativa frequenza di clock (nel caso del chip AMD è stata ridotta circa del 40% rispetto al clock base), ma i test effettuati lasciano il tempo che trovano in quanto riguardano carichi di lavoro per i quali la CPU non è stata progettata ma, nonostante i numerosi deficit l’offerta desktop è incredibilmente vicina in due test nonostante il deficit in frequenza.

Speriamo vivamente che Intel rinsavisca da questo ceffone ricevuto da AMD e che inizi a spendere più budget in ricerca e sviluppo piuttosto che nell’infangare la concorrenza in maniera deliberata e gratuita, un mercato dove si compete è il campo ideale per i consumatori e la sana competizione non può portare altro che migliorie sotto ogni possibile punto di vista. Non rimane che attendere dei test condotti da terze parti per avere un’idea più chiara di quanto viene prodotto da entrambe le parti, quindi preparatevi i popcorn che ne vedremo delle belle!

Come al solito lasciateci un commento qua sotto e parliamone insieme!

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