Avvocati robot: Ross la prima Intelligenza artificiale

Avvocati robot: Ross la prima Intelligenza artificiale

Nell’articolo precedente abbiamo visto l’impiego dei robot nel settore medico e le loro possibili evoluzioni, oggi invece vi voglio parlare degli avvocati robot nel settore giuridico.
Questi avvocati robot sono ben diversi dai robot che abbiamo imparato a conoscere durante le fiere scientifiche o i giornali, infatti non sono costituiti da materiali fisici di nuova generazione (più leggeri, robusti e, ove richiesto, flessibili) o attuatori (più potenti, leggeri e veloci); ma bensì di un software costituito da una IA (intelligenza artificiale) che simula il ragionamento umano.
Avvocati robot: Ross la prima Intelligenza artificiale
Questo perché non esiste al momento alcun algoritmo in grado di imitare alla perfezione il la logica umana. Per farvi un esempio vi mostro i risultati ottenuti dalla University College London (UCL, Londra) che hanno messo alla prova questi avvocati robot su casi che sono stati trattati dalla Corte Europea per i diritti Umani. Il risultato è che nel 80% dei casi o giudici robot hanno emesso lo stesso verdetto della loro controparte umana.  La differenza del 20% è da attribuire a quei casi in cui i giudici umani hanno interpretato le leggi invece di applicarle alla lettera; situazioni in cui si può affermare che i giudici sono più realisti che formalisti.
Infatti il giudice umano, a differenza di quello artificiale si attiene meno al dato letterale della norma e più a quello fattuale. In pratica egli impiega un numero maggiore di variabili date dal proprio background e da un’analisi attenta del rapporto tra norma e caso concreto. È proprio questo l’aspetto che differisce l’uomo da qualsiasi applicazione di IA (intelligenza artificiale); l’elemento della libertà decisionale tipica dell’uomo (il libero arbitrio) che è necessaria per arrivare all’interpretazione della legge.
Possiamo, quindi concludere che sicuramente questi sistemi potranno essere utili all’uomo, ma per il momento non sono in grado di sostituirlo completamente. Non è un caso dunque se il parlamento europeo recentemente ha chiesto una legge sui robot.
Ma tornando agli avvocati robot vediamo i diversi progetti che sono stati realizzati e come funzionano.
Il primo è chiamato “DoNot Pay” ed è paragonabile a un chatbot (inventato dall’imprenditore britannico Joshua Browder); che fornisce consulenza legale, gratuita. In pratica questo bot aiuta gli utenti durante le pratiche di contestazione delle multe consultando le normative specifiche di 50 stati.
Avvocati robot: Ross la prima Intelligenza artificiale

Avvocati robot – Ma come funzionano nello specifico?

Il cliente scrive il suo problema del tipo “Mi hanno fatto una multa ingiustificata” in una apposita chat e il bot comincia a conversare con l’utente tramite apposite domande chiave (programmate al suo interno) per avere maggiori dettagli ed essere in grado, sfruttando il suo database normativo, di capire se la multa è davvero ingiustificata e di conseguenza redigere una lettera da stampare, firmare ed inviare al comune di residenza; senza bisogno di rivolgersi ad un avvocato in carne ed ossa.
Il secondo robot che vi andremo a parlare si chiama Ross ed è considerato il primo avvocato robot fornito da una IA (intelligenza artificiale) in grado di aiutare gli avvocati a sbrigare quelle pratiche noiose e ripetitive che rallentano l’attività degli studi legali e nello stesso tempo facendo risparmiare tempo e denaro a coloro che ne faranno utilizzo, clienti compresi.
Prima di passare al prossimo robot voglio sottolineare il fatto che non stiamo parlando di un prototipo presentato a chissà quale fiera futuristica giapponese, ma della prima IA (intelligenza artificiale) sviluppata per comprendere e affrontare le cause legali, che nel maggio scorso ha debuttato in un grande studio americano e che, badate bene, è stata ora “assunta” in ben sei studi milanesi.

Su cosa si basa?

Tornando al software che controlla questo robot si basa su “Watson”, il software di IBM capace di comprendere il linguaggio umano (lo stesso che viene utilizzato per il robot Pepper), e come abbiamo visto può essere utilizzato negli studi legali per semplificare e accelerare proprio la fase delle ricerche nel campo legislativo e giurisprudenziale.
Tuttavia Ross non è usato solo per ricerche ma è anche in grado di proporre soluzioni ad hoc che aiutano l’avvocato a interpretare il caso giuridico e ad agire di conseguenza.
Avvocati robot: Ross la prima Intelligenza artificiale
Andando invece ad una altro robot anch’esso dotato di una  IA (intelligenza artificiale), ma con funzionalità minori rispetto a Ross, troviamo “Dla Piper” che non è altro che un software realizzato dalla Kira Systems (Canada) nel giugno 2016 ed arrivato in Italia agli inizi del 2017.
Questo software è già utilizzato da studi legali internazionali con sedi in 30 paesi nel mondo, compresa l’Italia. Il suo scopo è quello di revisionare i contratti e aiutare gli avvocati nella loro stesura, riuscendo a rivelare le clausole che potrebbero dare fastidio o creare conflitto.
Questi tipi di robot hanno creato molto scalpore tra gli avvocati in carne ed ossa, specialmente per i neo praticanti freschi di Università: per decenni infatti questi compiti erano a loro appannaggio. Robot come Ross sono in grado da soli, e in pochi istanti di leggere e scartabellare centinaia di atti, sentenze, leggi e delibere; che un tempo, di norma, occorrevano almeno 5 o 6 giorni lavorativi ai rispettivi colleghi umani.

Soppianteranno l’uomo?

Come già si è avuto modo di anticipare, quindi, in questi casi ci troviamo di fronte robot forniti di una intelligenza artificiale che su certi ambiti supera quella dell’uomo ma nello stesso tempo è limitata visto che si basa su una conoscenza meccanica (motore inferenziale) in grado di interpretare il contenuto della base di conoscenza ed effettuare deduzioni logiche in modo da risolvere il problema posto al sistema. In definitiva essi sono costituiti da tre componenti fondamentali:
  1. La base di conoscenza;
  2. Il motore inferenziale;
  3. Le interfacce;

Di conseguenza possiamo affermare che questi robot non andranno per il momento a sostituire del tutto la professione dell’avvocato; ma bensì aiuteranno lo stesso nelle sue mansioni, permettendo di velocizzare le pratiche burocratiche che specialmente in Italia sono lente e dispendiose.

Cosa pensate di questa innovazione? Il dialogo via Chatbot con una IA potrà sostituire la comunicazione con un avvocato in carne ed ossa? Lasciateci un commento e fateci sapere il vostro pensiero.

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