Audacity: Guida per principianti – Parte 2

Ecco con la nostra seconda parte della guida ad Audacity dedicata ai principianti.

Dissolvenza di un brano

La quasi totalità delle canzoni, presenta una dissolvenza per chiudere il brano e la registrazione. Applicare lo stesso effetto su Audacity è molto semplice: per prima cosa posizioniamoci alla fine della nostra traccia tramite scorciatoia da tastiera (tasto Fine) oppure cliccando sul pulsante fine della barra dei comandi di riproduzione. Zoomate l’ultimo segmento del file finché non riuscite a vedere gli ultimi due o tre secondi, dopodiché selezionate l’ultimo secondo prima della fine della traccia. Cliccate su Modifica > Seleziona > Dal Cursore a Fine Traccia. Andiamo poi nel menù Effetti > Dissolvenza in Uscita per applicare l’effetto desiderato.

Ricordiamoci di selezionare la parte di audio che ci interessa prima di applicare un effetto.

Esportare un file MP3

Prima di poter lavorare con un file MP3 è necessario caricare le librerie LAME che ci permetteranno anche di salvare il nostro MP3, una volta finita la manipolazione. Posizionarsi sul menu File > Esporta Audio, selezionare MP3 tra i formati disponibili e scegliete il bit rate più adatto alle vostre esigenze. Lo stesso procedimento si adatta nel caso in cui vogliamo esportare il nostro file in altri formati, come ad esempio l’MP4, il FLAC, l’ALAC, il WAV ecc.

Registrare con Audacity

Molti computer portatili venduti negli ultimi anni, sono dotati di un microfono integrato che è possibile utilizzare per registrare un suono sul nostro computer. I computer fissi invece, nella maggior parte dei casi ne sono sprovvisti anche se è possibile espandere la dotazione interna tramite una scheda audio dedicata; per chi lavora molto con l’audio è consigliabile dotarsi di una scheda esterna, più precisa e versatile rispetto alle soluzioni integrate. Le schede audio dei computer fissi sono contraddistinte da jack di colori diversi dove la porta rosa, indica l’ingresso del microfono (solitamente mono, ma in alcuni casi potrebbe anche essere stereo), l’azzurra l’ingresso della linea stereo, quella verde solitamente indica l’uscita delle cuffie (ed è anche in questi casi, Stereo). Verificate il manuale della vostra scheda madre o della scheda audio per essere sicuri.

Esistono anche delle schede audio USB molto più semplici da collegare, specie se non avete voglia o tempo di smontare il case del vostro computer per l’installazione. Ora che abbiamo visto le soluzioni più comuni, concentriamoci sul jack del nostro microfono esterno; ci sono infatti prodotti pensati per registrare in mono e altri in stereo, la cosa importante è collegare il jack del tipo giusto alla porta giusta. Collegando un microfono stereo ad una porta mono riusciremmo a far funzionare ugualmente il microfono ma perderemmo parte delle funzioni che lo contraddistinguono. Viceversa, un microfono mono funzionerà nella stessa identica maniera se collegato in entrambe le porte (mono o stereo) con alcune eccezioni nei casi in cui la scheda audio sia in grado di erogare un miglior voltaggio al microfono mono nell’ingresso stereo (da verificare nel manuale della scheda).

Adesso possiamo iniziare a lavorare su Audacity per abilitare ed impostare la nostra registrazione.

Impostazioni di registrazione

Come prima cosa decidiamo la frequenza di campionamento del nostro progetto (Sample Rate). Ma che cos’è la frequenza di campionamento? Essa è misurata in hertz (Hz) e rappresenta il numero di volte al secondo in cui un segnale analogico viene memorizzato digitalmente. Riporto per semplicità la definizione da Wikipedia:

“In altre parole la frequenza di campionamento è il parametro che si utilizza quando si “traduce” un fenomeno naturale – comprensibile per l’essere umano – in una rappresentazione numerica – “comprensibile” cioè utilizzabile per un computer e per quelle macchine il cui funzionamento è basato sul bit”.

 Più è alto questo valore e più sarà precisa la nostra registrazione.

Normalmente il valore di riferimento è pari a 44100 Hz, usato pure nella produzione di MP3 di alta qualità.

Il formato di campionamento del progetto (chiamato anche Profondità in Bit), rappresenta il numero di bit presenti in ogni campione e determina il range dinamico dell’audio cioè quanto sarà fedele la registrazione e riproduzione del nostro audio. Audacity per impostazione predefinita utilizza una profondità di 32 bit che sarà possibile modificare nel caso volessimo ridurne il peso durante l’esportazione. Il massimo a cui si può arrivare è 32 bit mentre il minimo è 16 bit. Il Team di Audacity consiglia di lasciare l’impostazione predefinita.

Dispositivo di host e di riproduzione

Esaminiamo un’altra barra degli strumenti importante ai fini della registrazione: la Barra del Dispositivo. Da qui siamo in grado di decidere quale “interfaccia” utilizzare per far dialogare Audacity con Windows. Con i sistemi operativi Windows esistono tre diverse opzioni:

MME: è l’opzione di base disponibile sul programma ed è compatibile con quasi tutti i dispositivi;
Windows DirectSound: è più recente rispetto all’MME con una latenza inferiore;
Windows WASAPI: appare solo con le ultime versioni di Windows a partire da Windows 7 ed è l’interfaccia più recente supportata da Audacity. Supporta la registrazione a 24bit;

Nei sistemi operativi macOS l’unica opzione a nostra disposizione è Core Audio mentre su Linux troviamo ALSA o Jack (noto anche come Jackd che sta per Jack Audio Connection Kit).
Il dispositivo di registrazione (Recording Device) rappresenta lo strumento che stiamo attualmente utilizzando per la registrazione mentre i canali indicano se stiamo utilizzando la frequenza mono o stereo. Il dispositivo di riproduzione invece ci indica l’interfaccia attraverso cui verrà riprodotto il nostro audio (le cuffie o le casse del computer).

Per poter regolare al meglio il nostro progetto di lavoro possiamo generare un rumore automatico da una 30ina di secondi, per fare ciò andiamo nel menu Genera > Tono e lasciando le impostazioni predefinite, clicchiamo OK.

Adesso sarà più facile regolare il volume del flusso audio con l’apposito strumento: la Mixer Toolbar. Con questo strumento sarà possibile aumentare o diminuire sia il volume del microfono che delle casse altoparlanti.

Iniziare una registrazione

Diamo ora inizio alla registrazione tramite microfono, per poterlo fare dobbiamo posizionare il mouse nella Barra del monitor della registrazione, clicchiamo quindi sull’icona del microfono e selezioniamo Avvia Monitoraggio.

Cercate di non superare il picco di – 6 db consigliato

Adesso siamo pronti, iniziamo premendo il pulsante registra (cerchio rosso in alto a sinistra) e registriamo per qualche secondo. Ora analizziamo la nostra registrazione e verifichiamo che nell’onda di forma non ci sia clipping (eccesso di volume). Se c’è clipping significa che il volume della sorgente è più alto di quello che Audacity è in grado di registrare. Per far sì che Audacity ci mostri un’eventuale situazione di clipping posizioniamoci nel menu Visualizza > Mostra Clipping. La distorsione viene mostrata attraverso delle colonne rosse verticali nei punti esatti rilevati dal programma.

Quando rileviamo il clipping abbassiamo il volume del nostro microfono oppure effettuiamo la correzione in post-produzione tramite la funzione Normalizza. Tale funzione cerca di rispettare una sorta di correzione bilanciata tra i canali stereo ma può capitare la situazione in cui l’apparecchiatura per la registrazione sia sbilanciata (per lo più con prodotti consumer), perciò per evitare effetti non voluti tra il canale destro e il sinistro, barrate la casella Normalizza i Canali Stereo Indipendentemente. Il microfono in aggiunta potrebbe captare del rumore in sottofondo, pertanto ricordatevi di ripulire la traccia sempre prima di applicare la Normalizzazione.

Con questo capitolo si conclude la nostra breve guida al programma Audacity. Se siete curiosi e volete scoprire altre funzioni, lasciate un commento.

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