I videogame negli anni ’90: l’epoca d’oro del gaming (seconda parte)

In questa seconda puntata dedicata all’ universo dei videogame PC anni ’90, ci soffermeremo su un anno in particolare, il 1996, un’annata di grandi titoli che, ad onor del vero, meriterebbero ciascuno uno spazio tutto per sé a dimostrazione della loro importanza in questo ambito.

Ricordiamo che questi sono gli anni dell’ascesa incontrastata della Playstation come sistema di home entertainment e della rapida proliferazione delle linee di processori disponibili sul mercato, dall’80486 Dx2/Dx4 alla fortunata serie Pentium.

Abbiamo terminato lo scorso appuntamento con Warcraft, il gioco strategico in tempo reale per antonomasia, ci ritroviamo ora a parlare di un altro gioco di strategia che un po’ ha fatto scuola in questo campo: Civilization. Per la precisione parliamo del secondo episodio della fortunata saga targata Micropose (pubblicata anche per Playstation) che ha fatto la sua comparsa sugli scaffali nel 1996. Un gioco coinvolgente e praticamente infinito che, corretti i bug del primo promettente episodio, è diventato a tutti gli effetti una pietra miliare in questo campo andando a competere direttamente con l’eccelso Command&Conquer: red alert, gioco sviluppato dalla Westwood, altra software house che ha portato questo genere a livelli mai visti prima, questo anche grazie ad un sistema multiplayer di tutto rispetto (ma ampiamente migliorabile).

Ma, come dicevamo, il 1996 è stato un anno molto prolifico nel campo dei videogame, un anno di svolta e di accelerazione esponenziale. Mentre sulle varie console  comparivano titoli come Resident Evil (Playstation), Super Mario 64 (Nintendo 64), Metal Slug (originariamente per NEO GEO), su PC si consumava la rivoluzione degli shooter in prima persona.

Questo è infatti l’anno di Quake della ormai consolidata Id (il primo con personaggi del tutto poligonali rivestiti di texture), un gioco che riprende pari pari le dinamiche di Doom e Doom2 elevandole all’ennesima potenza. Zero script ma solo azione e livelli infiniti popolati da creature a dir poco inquietanti (e sempre più inferocite). Quake sarebbe passato per il re indiscusso degli shooter di quest’anno se non fosse stato per l’uscita di un certo Duke Nukem 3D. Basato su un vecchio platform/shoot’em up a scorrimento, Duke Nukem, o meglio la sua versione in 3 dimensioni, fa la sua comparsa in sordina per poi esplodere nelle vendite e diventare letteralmente il caso dell’anno (con tanto di merchandising).  Dotato di un engine sviluppato in casa dalla 3DRealms (Build engine), poteva fregiarsi di una grafica per l’epoca davvero eccezionale e di un frame rate estremamente elevato anche nelle situazioni di maggiore concitazione. Ma il vero punto di forza dell’intero gioco era (e rimane) il carisma barbaro del Duca: l’eroe nerboruto dalla morale fiacca che, armi in pugno, sbaracca da solo un tentativo di colonizzazione da parte di facinorosi alieni ricacciandoli a pedate nello spazio profondo.“It’s time to kick ass and chew bubble gum!” uno dei suoi motti preferiti. Successo mondiale non più ripetuto. Non di certo dal suo pessimo seguito.

La pole position del ’96 però, spetta di diritto a tre titoli che per importanza, game play e tecnica hanno di prepotenza meritato un posto nell’olimpo dei migliori giochi di sempre.
Il primo è F1 della Bizarre Creation, distribuito dalla Psygnosis e Sony, un simulatore di corse che riusciva fedelmente a riprodurre le emozioni di guida di una monoposto all’interno del circuito mondiale ufficiale (con nomi di team e piloti originali). Un gioco graficamente appagante (illuminazione dinamica come in Quake) per fanatici del dettaglio dove era possibile customizzare ogni caratteristica del veicolo, qualche volta a discapito anche dell’immediatezza di gioco.

L’altro titolo è ancora una volta appartenente alla Blizzard che, dopo Warcraft, ripete il colpaccio con Diablo. Non si trattava di un RPG (non in senso stretto) e neppure di uno strategico in tempo reale. Era un gioco di esplorazione, un action-role game o anche un hack and slash game, difficile collocarlo in una posizione precisa. Diablo ha rappresentato comunque la nascita di un genere costruito su un plot narrativo (come Warcrat) solido, con personaggi ben caratterizzati e azione a non finire (anche grazie al multiplayer). Insomma, un capolavoro.
Ultimo titolo per questo appuntamento è un gioco che ha segnato la storia degli action-game in terza persona. E la persona in questione risponde niente di meno che al nome di Lara Croft. Tutti avranno già capito che parliamo di Tomb Raider, alla sua prima apparizione su PC e Console. Il personaggio creato dalla Core Design e distribuito dalla Eidos Interactive acquista subito popolarità forse anche grazie alle sue fattezze e alle sue misure generose. Una paladina per tutte le archeologhe/tombarole amanti dell’avventura in un outfit mozzafiato. Il gioco, strutturato bene, ma ricco di bug (sarà capitato a tutti quelli che lo hanno giocato di rimanere almeno una volta intrappolati in un muro senza sapere il perché), portava il giocatore in diversi continenti alla ricerca di preziosi artefatti, ad affrontare animali di tutti i generi, umani privi di scrupoli e a risolvere puzzle qua e là. Con Tomb Raider nasce un franchising estremamente longevo che ha portato il personaggio a diventare un character da film (interpretato per ben due volte da Angelina Jolie) e a numerosi sequel (non tutti all’altezza) e prequel (davvero ben fatti). E parlando di prequel la notizia dell’ultima ora è che ci sarà un nuovo film  liberamente ispirato al gioco uscito nel 2014. Nei panni  dell’archeologa più in forma del mondo vedremo l’attrice svedese Alicia Vikander mentre la pellicola sarà diretta dal norvegese Roar Uthaug. Attendiamo trepidanti. 

Anche per questo appuntamento è tutto. E voi cosa ne pensate? Quali giochi anni ’90 hanno riempito le vostre giornate? Commentate e condividete.


COMMENTS

DISQUS: 0