Audacity: Guida per principianti

Audacity è un noto programma freeware rivolto alla manipolazione e alla registrazione di flussi audio di varia natura e permette, tra le altre cose, di convertire le nostre tracce musicali da un formato all’altro. In alcuni casi, è anche possibile avvalersi di Audacity per il muxing dei film; per muxing s’intende la sincronizzazione di un file video con un file audio di diverso frame rate, andando quindi ad amalgamare perfettamente due elementi molto diversi tra loro (facendo andare in sincrono – in sync).

Il programma è facilmente scaricabile dal sito ufficiale audacityteam.org ed è disponibile per sistemi operativi Windows, Mac e Linux, di seguito il link. Esiste anche una versione portable (che non necessita di installazione) del programma per Windows a disposizione sul noto sito Portableapps.com, in cui si possono trovare le versioni portable dei programmi più famosi per computer, tra cui anche Java.
Dopo aver scaricato e installato l’ultima versione disponibile (al momento in cui scrivo l’articolo è la 2.1.3 come da screenshot), avremo bisogno di un paio di plug-in per consentire al programma di gestire correttamente sia gli MP3 che gli AAC. Nello specifico mi riferisco alle librerie LAME MP3 e FFmpeg. Troviamo i riferimenti alle due librerie verso la fine della pagina.

Cliccando sulla pagina LAME FAQ o FFMPEG FAQ verremo reindirizzati nella pagina ufficiale della guida del programma in cui possiamo scaricare le opportune librerie a seconda del sistema operativo installato nel nostro computer.

Le librerie sono disponibili sia come file installabili in EXE, sia come file ZIP da scompattare e copiare nelle giuste cartelle del programma. L’utilizzo di una o dell’altra opzione non cambia il risultato, entrambe funzioneranno correttamente. Se state utilizzando una versione di Windows a 64 bit, non cambiate il percorso di installazione suggerito dall’installer del plug-in perché, in caso contrario potrebbe causare problemi di funzionamento della libreria.

Apriamo il programma e iniziamo a caricare le librerie appena installate per poi fare una panoramica dell’interfaccia del programma. L’interfaccia si presenta come in figura:

Apriamo il menu Modifica e clicchiamo su Preferenze. Posizioniamoci ora sull’etichetta Librerie.

Come potete vedere, abbiamo la possibilità di caricare separatamente le due librerie tramite l’apposito pulsante Localizza. Se abbiamo fatto tutto correttamente, il programma ci indicherà la versione della libreria che abbiamo scaricato, viceversa restituirà la frase: libreria non trovata.

Concentriamoci ora ad analizzare l’interfaccia principale del programma

Riporto per praticità lo screenshot pubblicato nella pagina della documentazione di Audacity.
1. Barra dei Menu;
2. Barra dei Comandi di Riproduzione;
3. Barra degli Strumenti;
4. Barra del Monitor della Registrazione;
5. Barra del Monitor della Riproduzione;
6. Barra degli strumenti Mixer;
7. Barra degli Strumenti di Modifica;
8. Barra della Trascrizione;
9. Strumenti del Dispositivo;
10. Testina di Registrazione / Riproduzione;
11. Timeline;
12. Scrubber;
13. Pannello di Controllo della Traccia;
14. Traccia Audio;
15. Etichetta della traccia;
16. Strumenti di Selezione;
17. Barra di Stato;

Funzionamento del Programma

Tutte le operazioni di editing fatte all’interno del programma, come ad esempio l’aumento del volume di una traccia, il mixing ecc. sono elaborate come progetti. Il progetto ha estensione AUP e può essere letto solamente da Audacity; esso corrisponde ad un insieme di istruzioni che il programma interpreta per lavorare sulle tracce audio. Lavorare per progetti può portare diversi vantaggi come il poter manipolare più tracce contemporaneamente, apportare delle modifiche, salvare e riprendere in mano il progetto in un secondo momento. Una volta che siamo soddisfatti del risultato finale, possiamo esportare la nostra traccia tramite l’apposito menu e riprodurre il nostro file ovunque vogliamo.

Modificare un file Audio

Per importare un file all’interno di Audacity ci sono due possibili strade: il drag-n-drop o la funziona Importa, all’interno della barra dei menu. Il drag-n-drop è possibile su tutte le piattaforme attualmente supportare (Windows, Mac, Linux) però su macOS ci sono delle limitazioni con alcuni formati. Linux d’altro canto consente di fare un po’ tutto e, per chi ha maggiore dimestichezza con il terminale, c’è la possibilità di importare un file audio tramite riga di comando.

Una volta che la nostra traccia è stata caricata all’interno del programma, sarà possibile editarla ovvero modificarla a nostro piacimento. Analizziamo un attimo la schermata.

Nel programma ho caricato una traccia audio Stereo che mi viene mostrata come Onda di Forma (Waveform). Sappiamo che l’audio è stereo poiché vengono visualizzati due canali, uno superiore corrispondente al canale sinistro ed uno inferiore corrispondente al canale destro. Se l’audio fosse stato in Mono invece, avremo avuto un solo canale. Il canale è il cavo attraverso cui viene trasmesso il suono, perciò se abbiamo una traccia Mono esiste un solo canale (mono infatti significa singolo) mentre se la traccia è Stereo, il suono verrà propagato attraverso due cavi (uno destro ed uno sinistro).
Quando l’onda di forma raggiunge i bordi superiori ed inferiori del tracciato, significa che l’audio della nostra canzone è molto alto, viceversa se le punte sono più vicine al centro, la dinamica sarà bassissima e ci costringerà ad aumentare il volume per poterla sentire decentemente. Il righello posizionato al di sopra dell’onda di forma indica la lunghezza della nostra traccia, espressa in minuti e secondi; la canzone che ho caricato dura all’incirca 3 minuti e pochi secondi.

DC Offset

Se la registrazione del nostro file audio viene fatta con una scheda di acquisizione danneggiata, questo può portare a decentrare la nostra onda di forma dallo 0.0 di amplitudine. Le tracce che ho caricato non hanno questa distorsione ma vediamo comunque come si può correggere nel caso ci trovassimo davanti una situazione simile. In gergo, si parla di DC Offset e si corregge con la Normalizzazione; per procedere ci posizioniamo sul menu effetti > Normalizza.

Riprodurre un file audio

La Barra dei Comandi di Riproduzione che abbiamo analizzato prima, contiene tutti i comandi necessari per spostarci, mettere in play e stoppare il nostro file audio (tra cui anche il pulsante di registrazione). Premendo la barra spaziatrice attiviamo uno shortcut (scorciatoia da tastiera) per mettere in play o stop senza ricorrere alla barra dei comandi, questo risulta particolarmente utile quando stiamo lavorando su una traccia e non vogliamo distrarci. Di seguito riporto alcune combinazioni veloci da tastiera:

Freccia sinistra o destra per spostamenti di una frazione di secondo (in anticipo o successione);
Tasto Shift + Freccia sinistra o destra per selezionare una porzione di traccia in avanti o indietro;
Freccia sinistra + (,) per spostare il cursore indietro di un secondo esatto;
Freccia destra + (.) per spostare il cursore in avanti di un secondo esatto;
Tasto Shift + (,) per spostare il cursore indietro di 15 secondi;
Tasto Shift + (.) per spostare il cursore in avanti di 15 secondi;

Il tasto inizio (indicato spesso da una freccia o dalla scritta Home) e Fine consentono infine di spostarci immediatamente all’inizio e alla fine della canzone.

Modificare una traccia

Per poter iniziare a modificare una traccia, dobbiamo prima di tutto stabilire quale parte intendiamo modificare e per farlo, è necessario selezionare il segmento che ci interessa. La selezione può essere fatta con il mouse, cliccando sulla parte interessata oppure utilizzando la scorciatoia da tastiera. Se abbiamo difficoltà a selezionare, possiamo zoomare (in e out) il flusso audio per rendere più dettagliata la nostra onda di forma. Esistono due modi per effettuare uno zoom sulla nostra traccia, usando gli appositi pulsanti presenti sulla barra degli strumenti, oppure tenendo premuto il tasto Ctrl + la rotellina del mouse (in avanti si aumenta lo zoom, indietro lo si riduce).

 

Se ci accorgiamo di aver zoomato troppo la nostra timeline, possiamo riportare tutto alle impostazioni iniziali selezionando l’ultima lente di ingrandimento che adatterà automaticamente la traccia alle dimensioni originali.

Un altro comando molto utile è il tasto C che, se premuto, ci consentirà di ascoltare il pezzo di brano immediatamente prima e dopo la nostra selezione. Ciò risulta particolarmente utile se intendiamo cancellare una parte della nostra traccia e vogliamo assicurarci di aver fatto un buon lavoro, evitando gli sbalzi da una sezione all’altra, oppure di aver dimenticato un pezzo del file cancellato. Premendo invece la Barra Spaziatrice, mettiamo in riproduzione solo la parte selezionata, utile in tutti quei casi in cui vogliamo applicare un effetto alla nostra selezione; la riproduzione s’interromperà alla fine della selezione. È sempre possibile modificare la selezione anche se è stata già applicata, basterà infatti avvicinarsi alla fine o all’inizio dell’intervallo corrente finché non apparirà una mano con l’indice di selezione. A questo punto cambiamo l’intervallo di inizio o fine e la nuova selezione verrà automaticamente applicata.

Ora che abbiamo una selezione precisa, possiamo decidere come procedere. Ipotizziamo di voler salvare solo il pezzo selezionato e di cancellare il resto della traccia, normalmente dovremmo tagliare il segmento ed incollarlo in una nuova finestra, scartando il file precedente. Su Audacity invece, è possibile fare tutto con un click, basta andare su Modifica > Rimuovi Speciale > Ritaglia Audio. Nel caso invece ci accorgiamo di un errore, possiamo annullare l’operazione tramite la pressione dei tasti Ctrl + Z o dal menu Modifica > Annulla.

L’immagine riporta il risultato dell’operazione di Trimming (taglio), come possiamo notare, il nuovo segmento è sempre posizionato nello stesso slot della traccia originale non combaciando con il minutaggio 0 dell’inizio. Per sistemare questo posizionamento, basta andare nel menu Traccia > Allinea Traccia > Inizio da Zero.

Parte 2

Avete commenti o dubbi? Fateci sapere cosa ne pensate.

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