Adpocalypse: la fine di Youtube?


È arrivata l’Adpocalypse, il fenomeno che potrebbe segnare la fine di Youtube!

È stata indicata con questo nome, oramai già di tendenza, la possibile morte del secondo sito più utilizzato nel mondo: ovvero YouTube. Questo nome deriva infatti da Ad (che sta per advertisement = pubblicità) e pocalypse (apocalypse = apocalisse). Ultimamente questo termine si trova molto spesso sul web e nasce in seguito a un video di uno Youtuber. Questo Content Creator  ha pubblicato un video di carattere informativo in cui mostra, a seguito dei recenti attentati terroristici, come le divise dei poliziotti non proteggano da possibili accoltellate. Questo video non è stato giudicato in maniera positiva dalla community che lo ha considerato come potenzialmente dannoso, capace inoltre di trasmettere un messaggio negativo e pericoloso. Nel su detto venivano infatti mostrato come una divisa appoggiata ad un fantoccio sia facilmente accoltellabile.

Dopo discussioni e dibattiti, il ragazzo che ha sollevato la questione, ha pubblicato anche uno screenshot dove viene mostrata la pubblicità di Netflix apparsa prima del video, incolpandola di finanziare questo genere di contenuti. L’utente e molti altre persone in realtà ignorano come Youtube decida che tipo di pubblicità proporre prima dei video. Attraverso i cookie, Youtube analizza le preferenze ed i contenuti visualizzati in precedenza così da mostrare soltanto pubblicità inerenti alle proprie ricerche effettuate sul web.

Vista la situazione, molte aziende hanno minacciato di lasciare la piattaforma di Youtube nel caso in cui non risolvesse la questione. Youtube non volendo perdere gli ingenti guadagni ottenuti dagli inserzionisti ha deciso di suddividere i video in due categorie: sicuri o con possibili messaggi di violenza, guerra e altro. Dato che è fisicamente impossibile analizzare ogni video disponibile sulla piattaforma, al fine di verificare se contengano messaggi pericolosi, Youtube ha deciso di affidare l’intera operazione nelle mani dei bot. Ed è qua che risiede il vero e proprio problema e cioè nel fatto che questi robot non sono in grado di percepire il contesto del video ma si limitano ad analizzare parola per parola; perciò se in un video viene pronunciata ad esempio la parola “guerra”, il video viene automaticamente suddiviso dal bot nella fascia “pericolosa” sebbene, in realtà, sia magari ai fini informativi.

Insomma, nel 2017 ci ritroviamo, grazie a questa nuova implementazione con la maggior parte dei content creator  in possesso di un quarto dello stipendio ricevuto in precedenza. Questo perché i video nelle fascia pericolosa non vengono praticamente monetizzati.

I possibili risvolti possono essere di due tipi: l’80% degli youtuber lascerà la piattaforma facendo in questo modo morire lentamente Youtube o quest’ultimo toglierà le restrizioni rinunciando agli introiti guadagnati tramite gli inserzionisti così da non poter finanziare a sua volta gli youtuber stessi che potrebbero cambiare piattaforma in ogni caso. In entrambi i casi, la situazione non sembrerebbe risolversi con il lieto fine.

Per limitare i danni, Youtube ha creato un ulteriore algoritmo sempre incaricato di analizzare i video in maniera automatica sulla base di determinati fattori per poi farli rientrare nella Modalità restrizioni, modalità in cui la monetizzazione è concessa. Come detto prima però essendo gestito sempre tramite un bot esso è facilmente aggirabile e non infallibile: sarà sufficiente, ad esempio inserire alcune parole “clean” nel titolo per ovviare il problema e far rientrare il video in questione all’interno della categoria dei video monetizzabili, nonostante al suo interno vi siano contenuti non adatti ai minori, quali parolacce o blasfemie. L’algoritmo infatti attinge a una sorta di black list in cui ci sono presenti tutte le parole da considerare non family-friendly, adoperandosi in una media ponderata di tutte le parole presenti: nel titolo, nella descrizione, nei tag, nei thumbnail, nella traccia audio e nel video stesso, ma soltanto nel caso in cui se ne risulteranno molte allora verrà rimosso dalla Modalità restrizioni e considerato non family-friendly (ovvero nell’area sicura).

Se anche voi state seguendo la questione, (magari anche in maniera indiretta), lasciate un commento esprimendo la vostra opinione sull’argomento, scrivete inoltre come
pensiate possa concludersi questa vicenda !

COMMENTS

DISQUS: 0