Netflix – Tredici: perché è la serie del momento

Tredici, ovvero 13 Reasons Why, è la nuova serie originale Netflix uscita il 31 marzo scorso capace in breve tempo di far parlare di sé, diventando nel giro di pochi giorni già la serie del momento.
Un successo quasi inaspettato ma ampiamente meritato per uno show che sulla carta si mostra come la classica serie “teen” ma che di fatto riesce a sorprendere per il suo carattere estremamente maturo per la sua capacità si affrontare tematiche particolarmente difficili come il tema dell’adolescenza tutt’altro che in maniera banale e superficiale ma sondandone senza retoriche tutti gli aspetti più oscuri.

Creata da Brian Yorkley e prodotta da Selena Gomez, è ispirata all’omonimo libro 13 di Jay Asher, di cui se ne discosta per alcuni dettagli approfondendo, nello specifico, i rapporti tra i vari personaggi, vanta una struttura narrativa intelligente che intreccia il passato (tramite il racconto di Hannah) e il presente fino quasi a confonderli grazie all’uso dei flashback, permettendoci un’immedesimazione totale con il punto di vista di Clay, il protagonista. L’intero schema visivamente funziona e porta lo spettatore a rimanere incollato allo schermo nel tentativo di saperne di più.
Non sorprende quindi, che la serie sia stata acclamata anche dalla critica, siamo infatti di fronte a una serie drammatica travestita da teen ben congegnata capace di suscitare stridore e a tratti raggelare il sangue.


La storia e il tema dell’adolescenza


Hanna Baker (Katherine Langford), timida e dolce diciassettenne liceale del Liberty High School muore suicida in circostanze strane, sconvolgendo tutta la scuola e i compagni di classe che ne rendono vivo il ricordo tramite fiori, disegni e foto. Tra tutti chi sembra soffrirne di più è sopratutto Clay Jensen,( Dylan Minette) amico della ragazza e protagonista della storia (di cui tra l’altro aveva una cotta) che continua a pensare a lei e rivederla per i corridoi della scuola. Due settimane dopo, al ritorno da scuola, Clay trova un pacco ad attenderlo davanti alla porta di casa: il pacco contiene 7 cassette e ad inviarlo è stata proprio Hannah poco prima di porre fine per sempre alla sua vita. Nei nastri la voce della ragazza racconta i 13 motivi che l’hanno portata a compiere il folle gesto, le cassette inoltre sono stati tutti consegnati ai responsabili della sua morte. È quindi chiaro che anche Clay ha avuto un certo ruolo nella vicenda.

Al ragazzo, non resterà che ascoltarli, addentrarsi nella tragica storia e nella profonda sfera emotiva della ragazza e contemporaneamente scontrarsi con gli altri possessori delle cassette per salvaguardare la verità dell’amica scomparsa.

Che l’adolescenza non sia un periodo facile e un momento di grande confusione è un fatto più che assoldato, tra primissimi sussulti di cuore, sguardi languidi, amicizie con cui confidarsi il tutto condito e vissuto all’interno dell’universo scolastico di cui molti di noi l’hanno vissuta (o la stanno vivendo) chi più chi meno con le proprie difficoltà, ciò che questa serie fa però è andare oltre e affrontare le tematiche più complesse che l’adolescenza spesso comporta quali il bullismo, l’emarginazione, i rapporti d’amicizia scostanti e friabili, passando per altri di un certo spessore come il suicidio, lo slut shaming, l’omofobia, le molestie e le violenze. Tuttavia ciò che più emerge il profondo senso di solitudine e l’incapacità sia di comunicare il proprio vissuto che di porre fiducia nel prossimo (che sia genitore, insegnante o colui ritenuto amico) che tutti i protagonisti provano.

Teatro di queste tematiche è ovviamente l’ecosistema scolastico che qua assume il ruolo di vero e proprio microcosmo della società borghese americana, fatta di ipocrisie, del nascondere a tutti i costi e mettere a tacere i segreti più remoti e gli angoli più oscuri dell’animo umano; un elemento di cui altre serie quali Twin Peaks, Broadchurch, e Desperate Housewives (quest’ultima con toni più da comedy) e il recentissimo Big Little Lies hanno a lungo trattato. Chi più chi meno infatti sotto la spessa patina fatta di perbenismo e di sentimenti ingessati, nascondono segreti indicibili, gelosie varie e comportamenti crudeli. Sarà proprio la morte di Hannah a costringerli a dover fare i conti con loro stessi e le loro azioni.

Singolare ma funzionale ai fini della trama è inoltre l’uso stesso delle cassette, in netto contrasto con la tecnologia, odierna dove gli scandali e i pettegolezzi dilagano velocemente off line grazie all’uso dei social; adottando una tecnologia pressoché caduta in disuso permette la costruzione di un circuito estremamente chiuso e impermeabile, dov’è possibile si mantenere la segretezza e un certo grado di intimità ma allo stesso tempo rende tutti i coinvolti complici dei fatti narrati.

 Adulti e adolescenti a confronto

L’incomunicabilità come accennato è uno dei punti cruciali della serie, un’incomunicabilità che investe a conti fatti ogni ambito sociale, in special modo il rapporto tra adulti e adolescenti: il quadro che ne viene tratteggiato è sicuramente quello di due mondi inconciliabili, molto distanti l’uno dall’altro incapaci di venirsi incontro; genitori e insegnanti non solo si ritrovano impreparati a gestire le nuove dinamiche adolescenziali ma anche in parte indifferenti e impossibilitati nel cogliere le sfumature più sottili che compongono il disagio profondo vissuto dai ragazzi, un disagio infatti celato dietro a mille silenzi. E sono proprio questi silenzi a pesare come macigni ma che al tempo stesso diventano espressione, quasi urlata, di un fiume di parole e di un dolore mai pronunciato ma vissuto soltanto intimamente. La realtà scolastica formata dal corpo docenti investita di gelida superficialità che si adopera in maniera frettolosa a rimediare soltanto dopo, ormai a fatto compiuto, attraverso manifesti e pseudo incontri di ascolto contro il suicidio, insieme all’assenza stessa di un ruolo genitoriale costantemente presente rappresentano le falle principali delle struttura sociali esistenti: la mancanza di una rete di salvataggio forte a sostegno della salute mentale degli adolescenti. I dialoghi con quasi tutti gli adulti, infatti risultano spesso e volentieri vuoti, discostanti e molto inconsistenti, farciti di luoghi comuni e banalità.

Una menzione d’onore occorre farla per l’interpretazione molto sentita da parte di Kate Walsh (la Addison Montgomery di Grey’s Anatomy e Private Practice) nel ruolo di Olivia Baker, madre di Hannah, che nonostante si renda conto delle mancanze e degli errori commessi a causa di una gestione familiare e di una vita sempre più frenetica e impegnativa, si presta ad essere portavoce non solo della ricerca della verità (insieme ovviamente a Clay e Tony) ma anche del dolore provato di chi è rimasto ed è sopravvissuto o che tenta di sopravvivere alla scomparsa della ragazza.
La morte di Hannah

Il tema del suicidio è un tema ancora poco affrontato e considerato per molti ancora un tabù, ciò che invece Tredici si impone si fare è proprio di gettare luce su tutti gli elementi e i fatti che possono portare a compiere questo gesto estremo: la depressione, in prima linea, quella sensazione di estremo e denso vuoto interiore di cui l’interpretazione della bravissima Katherine Langford ne è piena manifestazione. La fragilità e l’estrema sensibilità di Hannah dimostrano come ogni evento venga sempre in qualche modo assimilato e interiorizzato in maniera diversa da ognuno di noi e di come sia estremamente facile, deludere e spezzare i sentimenti del prossimo.

Tuttavia sarà proprio la stessa morte di Hannah a cambiare le carte in tavola, una morte (mai legittimata ma piuttosto contestualizzata) affrontata senza alcun patetismo ma che innalza la figura stessa della ragazza: soltanto grazie al suo piano post mortem e alle cassette Hannah potrà protrarre la sua personale giustizia, nei confronti dei torti subiti: In questo modo lo spirito della ragazza potrà rivelare la sua verità e adottare una sottile tortura psicologica ai danni di chi l’ha distrutta.

Ho citato Twin Peaks non senza varie ragioni, non solo per quanto riguarda i misteri che si celano dietro ai singoli individui e di cui spesso e volentieri esiste tutto un mondo fatto di complessità e moti interiori spesso difficili da esprimere ma anche per quanto riguarda la figura stessa di Hannah, in parte simile a quella di Laura Palmer: nonostante i caratteri tutto sommato molto diversi tra loro, entrambe infatti condividono la stessa fragilità emotiva. La morte per entrambe produce però una scissione tra: immagine pubblica, che assume caratteristiche quasi sacrali (e le cui foto delle ragazze, in Twin Peaks posta a chiusura di ogni episodio mentre in Tredici è spesso presente sullo sfondo, hanno quasi la funzione di santini) racchiusa a sua volta nel contesto estremamente ipocrita della società borghese e immagine privata ricca di misteri, turbamenti interiori e drammi. In entrambi i casi sono proprio i ricordi di entrambe le giovani ad aleggiare tra le varie scene e a schiacciare letteralmente i personaggi.

Hannah quindi, si mostra come una Laura tutto sommato moderna, perseguitata dai propri segreti e dalla propria fragilità a testimonianza di come siano cambiati i tempi: ciò che può portare alla scomparsa di un’adolescente sono eventi oggigiorno arricchiti da dettagli più sottili, subdoli e spesso di difficile e immediata comprensione.

Per tutte queste caratteristiche, Tredici si presenta come crudo racconto del reale, molto vero e tangibile; un dramma sempre e comunque evitabile, una serie con lo scopo di sensibilizzare il più possibile per quanto riguarda il tema del suicidio. A tal proposito Netflix e lo show hanno messo a disposizione questo sito http://13reasonswhy.info/#usa (di cui purtroppo l’Italia non è ancora presente tra i paesi che aderiscono all’iniziativa) come mezzo di richiesta d’aiuto e prevenzione.

Vi segnalo infine la presenza su Amazon del libro, in offerta a 14,45 Euro


Come al solito, lasciateci un commento qua sotto e fateci sapere se l’avete già vista, avete intenzione di vederla e se vie è piaciuta. Vi ricordo l’esistenza del nostro canale Telegram Picksofà per tenervi sempre aggiornati su news, uscite nei cinema, minirecensioni, consigli e tanto altro 

COMMENTS

DISQUS: 0