La nomenclatura delle CPU AMD

Abbiamo già analizzato la nomenclatura delle CPU Intel approfondendo ogni dettaglio su sigle e cifre incluse nei nomi dei prodotti, ed è giunto il tempo affinché tale operazione venga intrapresa anche nei riguardi di AMD: anche in questo caso tenendo in considerazione le ultime due generazioni (Bulldozer e Zen), sia su computer desktop sia per computer portatili.

Advanced Micro Devices dal canto suo ha provveduto nel corso delle iterazioni a segmentare i propri prodotti in differenti linee e categorie diverse di destinazione, fra le quali annoveriamo:

  • Per l’architettura Bulldozer e derivate
    • Serie FX – CPU senza alcun adattatore grafico integrato e con numero di cores variabile fra due, sei ed otto
    • Serie A – CPU con adattatore grafico discreto, denominata commercialmente come APU (Accelerated Processing Unit) composti da due o quattro cores congiunti e moduli grafici capaci di prestazioni variabili a seconda del modello e delle velocità di clock della RAM installata nel sistema
  • Per l’architettura Zen
    • Serie Ryzen R – CPU senza alcun adattatore grafico integrato e con numero di cores variabile fra quattro, sei ed otto; con l’innovativa possibilità di avere l’SMT (Simultaneous Multi Threading – una tecnologia simile all’Hyper-Threading di Intel) attivo raddoppiando il numero di cores logici rispetto a quelli fisici
    • Serie A – CPU con adattatore grafico discreto, quindi nuovamente un’ APU; anche se di quest’ultima serie non è ancora giunta la notizia ufficiale da parte del produttore; risulta soltanto presente negli elenchi di compatibilità delle schede madri con socket AM4
Contrariamente a quanto abbiamo visto applicare da parte del Team Blu, la schematizzazione dei prodotti nelle rispettive fasce risulta più intuitivo in quanto la formula utilizzata ancora oggi è stata semplificata dal banale prefisso indicatore della serie, seguito da quattro cifre ed un eventuale suffisso. Come da esempio:
AMD FX4200
AMD FX6130
AMD FX8320E
AMD FX-9370
Nell’esempio soprastante risulta quantomeno lampante quale potrebbe essere il modello di punta, a prescindere dall’ordine in cui sono stati inseriti in questa piccola lista; ma andiamo ad esaminare più nel dettaglio questa nomenclatura. Chiaramente FX è il prefisso utilizzato per indicare la famiglia di prodotti, mentre la prima cifra evidenziata in rosso veniva utilizzata per indicare il numero di cores e, sempre attenendoci all’elenco, avremmo quattro, sei ed otto cores. È già facile notare come l’ultimo inserimento riporti la cifra nove ma il numero di core rimanga invariato a quota otto. Presumibilmente questa piccola incoerenza è dovuta all’intenzione di AMD di far riferimento alla fascia “Enthusiast“, ma non è mai stato rilasciato un comunicato ufficiale al riguardo. 
La seconda cifra evidenziata in arancione invece viene impiegata per definire la versione dell’architettura, in maniera del tutto analoga allo standard in auge in casa Intel secondo cui la prima cifra dei processori linea iCore come ad esempio 7600 o 6600. Infine le ultime due cifre identificano il modello, per la quale servono ben poche spiegazioni. L’unico suffisso presente su alcuni modelli della serie FX è una E finale, utilizzata per indicare modelli con TDP minore ed una migliore efficienza energetica.

Leggermente diversa la situazione per quanto concerne la linea di prodotti marchiati come APU, ma senza discostarsi troppo dalla nomenclatura già in uso per i prodotti linea FX ed aggiungendo uno o due suffissi qualora necessario; ma vediamo un esempio utilizzando lo stesso color coding precedente:

AMD A43420
AMD A65400K
AMD A86500
AMD A107890K

Come da immagine soprastante, AMD ha categorizzato le proprie APU tramite un prefisso alfanumerico davvero a prova di tonto: più alto è il numero migliore è il chip sia se prendiamo in esame la parte CPU sia per la GPU. Nuovamente in arancione è indicata la generazione dell’architettura in uso, andando ad implementare migliorie ed aggiornamenti in corso d’opera. Le restanti tre cifre indicano il modello del chip stesso, per essere poi seguite da un eventuale suffisso K nel caso sia presente un moltiplicatore di clock sbloccato; generalmente riscontrato nei prodotti facenti parte della serie “Black Edition”.
Spostandoci sul ben più attuale ecosistema Ryzen basato su architettura Zen la situazione rimane pressoché invariata con alcune dovute eccezioni, ma nuovamente è meglio affidarsi ad alcuni esempi per avere ben chiare le idee:

AMD Ryzen R7 1800X
AMD Ryzen R7 1700X
AMD Ryzen R5 1500
AMD Ryzen R3 1100

In questo caso per primo troveremo in grassetto il branding e la linea del prodotto, utilizzando un sistema numerico scandalosamente simile a quello della concorrenza ed indirizzando i prodotti R7, R5 ed R3 rispettivamente ad un mercato Enthusiast/Prosumer, High Performance ed infine Mainstream. In arancione ancora una volta spicca la generazione del prodotto stesso, mentre subito accanto in rosso è presente la cifra che indica il livello di prestazioni del chip: in questo caso la fascia prosumer è indicata dai numeri sette ed otto, la fascia ad alte prestazioni utilizza i numeri quattro cinque e sei; e per ultima la fascia mainstream con le restanti cifre. Le ultime due cifre ancora una volta servono per indicare il modello del processore stesso.
Situazione differente quando si parla di suffissi in ambito Ryzen in quanto ne sono stati dichiarati numerosi durante l’evento “AMD Ryzen Tech Day” a Febbraio 2017 ma di cui ne abbiamo visto applicare soltanto uno; li elenchiamo di seguito:

  • Per il segmento desktop:
    • Suffisso X – Processore ad alte prestazioni con abilitata la feature XFR (Xtended Frequency Range) per overclock automatico a seconda della soluzione termica utilizzata
    • Suffisso G – Processore con adattatore grafico integrato
    • Suffisso T – Processore a consumo energetico ridotto
    • Suffisso S – Processore a consumo energetico ridotto ed adattatore grafico integrato
  • Per il segmento mobile:
    • Suffisso H – Processore ad alte prestazioni
    • Suffisso U – Processore mobile standard
    • Suffisso M – Processore mobile a consumo energetico ridotto
Per il momento abbiamo avuto modo di verificare come soltanto il suffisso X sia stato utilizzato per le CPU attualmente in commercio ma, trattandosi di un sistema tremendamente giovane, potremmo assistere in un futuro non troppo lontano, all’implementazione delle varie caratteristiche associate ad ogni lettera su prodotti da noi direttamente acquistabili.
Spero di aver fatto sufficiente chiarezza nelle menti di chi vorrà acquistare un processore. Buon acquisto consapevole a tutti!

Per chiarimenti o delucidazioni lasciateci pure un commento qua sotto.

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