Guida all’Open Source: Linux Ubuntu, come scaricarlo e installarlo

Quando si parla di sistemi operativi ci vengono subito in mente Mac OS di Macintosh, (nato nel 1984) e Windows di Microsoft (nato nel 1985). Ma non tutti sono al corrente che esistono altri sistemi operativi che offrono la stessa qualità degli altri appena citati ma che non costano praticamente nulla, essendo infatti Open Source: é il caso di Linux

Questi sistemi operativi inoltre, sono già pronti all’uso, avendo preinstallati software di uso quotidiano; la maggior parte di essi non teme i virus e non esiste la necessità di affidarsi ad un software di antivirus.

Per quanto riguarda il termine Open Source, si intende un software di cui gli autori (più precisamente, i detentori dei diritti d’autore) rendono pubblico il codice sorgente, favorendone per tanto il libero studio, permettendo ai programmatori di apportarvi modifiche ritenute importanti.

NB: Questo tipo di licenza è diversa dai software free (gratuiti) che danno solo la possibilità di usare il software senza poter modificare il codice sorgente. Un esempio è dato da Cclean che è si gratuito ma se lo andiamo a modificare rischiamo di compiere un illecito visto che esiste la versione pro a pagamento.

Linux, vide la luce nel 1991 da parte di Linus Torvalds, dopo che egli rimase insoddisfatto del sistema operativo Minix (basato su unix e destinato ad uso didattico), poiché supportava male la nuova architettura a 32bit (i386).

Occorre però precisare che Linux, all’inizio, si trattava solo un semplice emulatore di terminale, che non necessitava di appoggiarsi ad alcun un sistema operativo, ma con il passare del tempo Torvalds decise di renderlo indipendente da Minix e di sostituirlo con il progetto GNU.

Tra il 1996 e il 2000 iniziarono i primi sviluppi del nuovo sistema operativo e venne realizzato il logo di questo progetto che sarà il pinguino di nome Tux (abbreviazione di Torvalds Unix), realizzato da Larry Ewing, ancora oggi simbolo del’ Open Source.

Tornando ai giorni nostri, esistono diversi Sistemi Operativi Open Source di cui la grande maggioranza si basano su Linux, i più famosi sono:

  1. Ubuntu basato su Linux e Debian, nato nel 2004 e recentemente aggiornato alla versione 17.04 (è anche la più famosa di Linux);
  2. Android x86: progetto per portare Android (creato da Google) sui PC ed è anch’esso basato su Linux;
  3. Free Nas famoso sistema operativo per favorire la realizzazione di nas casalinghi e basato su sistema Unix;
  4. Plan 9 che doveva essere l’evoluzione di Unix però per la sua complessità non è riuscito ad ottenere gli stessi risultati del suo predecessore (com’è successo con Windows Vista);
  5. gOS: sistema basato su Ubuntu ma che si concentra di più sui servizi online come Gmail, Youtube, ecc … forse possiamo considerarlo come un lontano parente di Chromium Os creato anch’esso da Google che però non ha avuto gli stessi risultati di Android.
  6. ReactOS: è un sistema ibrido tra il kernel di Windows e quello Open Source. Nato per essere un implemento di Windows 95, Xp, ecc …. ma il fatto di contenere codici non perfettamente liberi ha creato non pochi problemi, facendo rallentare e bloccare il progetto.

Questi sono solo alcuni dei Sistemi Operativi Open Source che possiamo trovare in rete ed utilizzare in piena libertà. Linux, dicevamo, può essere personalizzato come preferiamo comprese le sue distro (distribuzioni).

Fra i tanti progetti della community di Linux che vanno di moda adesso, possiamo trovare Debian (distribuzione che mette a disposizione solo software libero), Ubuntu (finanziato da Canonical LTD e derivata di Debian), Arch Linux (per chi vuole ottimizzare al massimo il proprio computer), Caine (la prima distribuzione per C forense), e Backtrack (basata su Ubuntu) nata inizialmente per testare la vulnerabilità delle reti aziendali ma ben presto utilizzata dai malintenzionati per scovare le password delle reti altrui.

A questo punto la domanda è d’obbligo. Come mai non è cosi diffuso come Windows e Mac Os?

E la risposta è presto detta:  Essendo un sistema aperto ed in continuo sviluppo non sempre è stabile come Windows e Mac OS, inoltre essendo meno diffuso anche le applicazioni esistenti in rete non sono tutte perfettamente compatibili con questi sistemi operativi.
Anche se negli ultimi anni le cose hanno iniziato a cambiare:  i modem che utilizziamo per navigare in internet, ad esempio, sono tutti basati su sistemi operativi Linux, gli smartphone sono basati su Android che a sua volta basato su Linux.

NB: a proposito di smartphone la Canonical aveva tentato un arduo progetto di unificare i sistemi operativi per PC con quelli per smartphone, grazie al progetto Unity, ma alla fine a dovuto rinunciare com’è successo con Windows Phone.

Ora che abbiamo capito il concetto di Open Source e visto una carrellata di sistemi operativi liberi, vediamo come scaricarlo e installarlo nel nostro computer.

Per prima cosa rechiamoci nel sito della distribuzione che vogliamo utilizzare per comodità utilizziamo Ubuntu (essendo la più diffusa), ma voi potete usare quella che più preferite infatti la procedura iniziale a quasi identica per tutte le distro linux.

NB: Ubuntu è distribuito in varie versioni: desktop (classica) e server. Come tutti i sistemi operativi abbiamo sia il 32 bit che il 64 bit.

Infine abbiamo un ulteriore distinzione tra versione standard e versione LTS (Long Term Support), infatti la prima viene rilasciata ogni 6 mesi ed ha un supporto di 9 mesi, invece la seconda viene rilasciata ogni 2 anni e può contare su un supporto di 5 anni. Proprio per questo motivo si consiglia di scaricare la versione Desktop-LTS.

Ora che abbiamo scaricato la nostra immagine disco (iso di Ubuntu), utilizziamo il programma di masterizzazione che più preferiamo (esempio ImgBurn, Nero, ecc …) e masterizziamo il DVD.

NB: alcuni utente preferiscono creare pendrive autoavviante (bootable) utilizzando applicazioni come Rufus ad esempio, ma secondo me è più comodo realizzare un DVD di Ubuntu.

A questo punto dobbiamo preparare la macchina all’installazione del sistema operativo, a tal proposito alcuni utenti preferiscono simulare un PC virtuale con applicazioni come Virtual Box, ma se come me avete un computer libero a disposizione consiglio di installarlo direttamente sul computer.

Se avete solo il computer principale consiglio di evitare di installarlo direttamente sul computer perché anche se dopo anni di utilizzo di Ubuntu non ho mai avuto problemi, per gli utenti poco esperti potrebbe risultare un po’ complesso soprattutto nei primi periodi essendo un sistema operativo simile ma nello stesso tempo diverso da quelli che conosciamo.

Tornando a noi, per prima cosa dobbiamo accedere al BIOS ed impostare l’avvio dal DVD. Per farlo basta cliccare F2 o Canc nella maggior parte dei casi e poi andando nella sezione BOOT impostiamo DVD come prima scelta e se abbiamo un BIOS recente dobbiamo disattivare la funzione Security Boot ed attivare modalità Bios Legacy.

A questo punto è arrivato il momento di inserire il DVD di Ubuntu ed riavviare il PC, in modo da iniziare con la procedura di installazione.

Per prima cosa ci verrà richiesto di premere un tasto per avviare il DVD, dopodiché seguendo le schermate guida scegliamo la lingua italiana, inseriamo la password del nostro Wi-Fi se ne abbiamo uno e per ultimo ci viene richiesto se formattare del tutto il disco o affiancare il nostro sistema operativo con Ubuntu.

Arrivati qui dobbiamo fare una scelta se vogliamo utilizzare completamente il PC con Ubuntu o dividere il disco in 2 parti una per Windows e una per Ubuntu, nel caso siete utenti esperti consiglio la prima, ma se siete ancora inesperti consiglio la seconda scelta.

Abbiamo quindi installato Ubuntu sul nostro PC e già cosi possiamo iniziare a lavorare senza bisogno di fare altro. Ma se anche voi come me volete sfruttare Ubuntu nel pieno delle sue potenzialità consiglio di continuare la lettura.

Per prima cosa apriamo lo store di Ubuntu che troviamo a sinistra ed è a forma di borsa ed installiamo applicazioni come Clamav, Vlc, Gimp, Audiacity, ecc … dopodiché dal pulsante in alto a sinistra rechiamoci nella sezione applicazioni ed avviamo la console di Ubuntu (simile al prompt di comandi di Windows) ed diamo questi comandi (possiamo fare anche copia ed incolla):

Installazione di Ubuntu After Install, che è un software che permette di aggiungere programmi e rendere più completa l’installazione di Ubuntu.

-sudo add-apt-repository ppa:thefanclub/ubuntu-after-install
-sudo apt-get update
-sudo apt-get install ubuntu-after-install

Installazione dei Tweak Tool che tra i più usati troviamo Gnome Tweak Tool o Unity Tweak Tool: entrambi ci permettono di cambiare font, temi, colori e altre modifiche, tutto con la semplicità di un’interfaccia grafica. Scegliete quello che fa al caso vostro:

-sudo apt-get install gnome-tweak-tool

-sudo apt-get install unity-tweak-tool

Aumentare durata e vita della batteria installando un tool che si chiama TLP, che fa tutto in automatico, dobbiamo solamente installarlo e dimenticarci di averlo.

-sudo add-apt-repository ppa:linrunner/tlp
-sudo apt-get update
-sudo apt-get install tlp tlp-rdw
-sudo tlp start

Abilitare il firewall su Ubuntu, che di per se non avrebbe bisogno ma avere un firewall abilitato è sempre una buona cosa. Di default Ubuntu ha un firewall disabilitato (UFW) ed è a linea di comando, per questo installiamo GUFW la sua interfaccia grafica:

-sudo apt-get install gufw

Installazione di Synaptic che è un gestore grafico di pacchetti per Apt, fornisce le stesse funzioni dei comandi di linea di apt, ma con una GUI basata su GTK+.

-sudo apt-get install synaptic

Tutti conoscono CCleaner come strumento indispensabile per Windows per mantenere pulito il sistema dai file di cache, temporanei ecc. Sebbene esiste l’alternativa per Ubuntu che si chiama Bleachbit e funziona grosso modo alla stessa maniera.

-sudo apt-get install bleachbit

Installare Adobe Flash Player Plugin se usate Firefox.

-sudo apt-get install flashplugin-installer

E per finire installiamo dei tool per migliorare la sicurezza del nostro computer. Tool per visualizzare la temperature di Cpu, Hard Disk e altro hardware ovviamente in primis esso deve avere i sensori di temperatura.

-sudo apt-get install lm-sensors psensor hddtemp

Come detto sopra questi comandi non sono strettamente necessari per l’utilizzo di Ubuntu ma consigliabili; se volete potete anche non utilizzarli e godervi lo stesso il sistema operativo. Spero che questa guida su Ubuntu e i relativi trucchi e consigli vi sia utile.

Se avete problemi o altre curiosità lasciate un commento.

COMMENTS

DISQUS: 0