Recupero dei dati su Hard Disk rotto danneggiato: la Guida Completa

Attraverso questa guida completa, oggi vedremo nel dettaglio come fare il recupero dei dati dal nostro Hard Disk danneggiato grazie al metodo del congelatore!
Prima di tutto occorre precisare che non esiste una spiegazione scientifica in merito ma su alcuni (una notevole minoranza) di dischi colpiti da crash si ha la possibilità di recuperare lo stesso i dati!
Vediamo meglio come fare.
Il vostro Hard Disk si è rotto all’improvviso, vi ha mollato sul più bello e non vuole più saperne di funzionare. Decisamente la cosa più brutta che può accadere a chi usa il computer.
La soluzione più intelligente da adottare ovviamente risiede nella prevenzione, cioè copiare i dati su supporti esterni oppure inviarli negli Cloud storage (è un modello di conservazione dati su computer in rete dove gli stessi sono memorizzati su molteplici server virtuali generalmente ospitati presso strutture di terze parti o su server dedicati), ma nel caso in cui ci siamo dimenticati o non abbiamo avuto la possibilità di copiare i nostri file, allora la soluzione migliore è senz’altro quella di contattare un centro di recupero dati.
Come capire se il disco è in crash o se si è semplicemente impallato il PC?. Semplice, se il vostro Hard Disk è danneggiato, inizierà a fare il classico rumore “TRUNK TRUNK TRUNK” , molto probabilmente avviene in seguito ad usura, sbalzo di tensione o una botta accidentale, se invece non fa nessun rumore anomalo può essere che sia solo impallato.  Sarà sufficiente riavviare o ripristinare il PC per farlo funzionare nuovamente.
Contattare il centro recupero dei dati potrebbe sembrare in apparenza un’operazione piuttosto semplice: in realtà non è così. Per recuperare infatti i dati i tecnici è necessario lavorare in una stanza sterile e priva di polvere (camera bianca), quindi come potete bene capire i costi del recupero sono piuttosto alti. Molte persone quindi tendono ad evitare il possibile di affidarsi al centro recupero a meno che non siano in possesso di dati importanti da cui dipende la loro stessa vita o se il valore dei dati stessi supera a sua volta il valore del recupero; cosa che accade solitamente per i lavori di grande portata.
Per i restanti (i dati di poco valore) non si può far molto. Esistono programmi come Recuva per citarne uno che si addentrano in tale operazione oppure l’alternativa è affidarsi a metodi diciamo più  “casalinghi”.
Premetto che questi metodi possono pregiudicare il recupero da parte dei centri di recupero dati, quindi se volete usarli sappiate che potrebbero andare a vostre spese.
Uno di questi metodi viene chiamato del congelatore: come funziona e come mai riesce solo su alcuni Hard Drive?
Un Hard Drive danneggiato in questo modo è inutilizzabile o almeno lo è fino a quando la testina non accede ai settori danneggiati del disco: in questo caso si surriscalda e va in blocco. Quindi per riuscire a tenere attivo il nostro Hard Drive in un tempo sufficiente per recuperare i dati è opportuno evitare che raggiunga queste temperature. Non tutti sanno che gli Hard Drive lavorano solo fino ad una certa temperatura, se superata vanno in crash; raffreddandolo ci assicureremo qualche secondo funzionale per il recupero dei dati.
Tuttavia questo espediente non funziona sempre: esso infatti risolve solo il problema dovuto al surriscaldamento del disco provocato dai settori danneggiati. Se i settori sono illeggibili anche se riusciamo ad accedere ai file non saremo in grado di recuperarli in ogni caso. Se non abbiamo dati di particolare valore che valga la pena recuperare su centri appositi, possiamo tentare questa strada.
Vediamo i vari passaggi da seguire:

  1. Scollegate l’alimentazione del vostro PC, togliete il case e dopodiché smontate l’Hard Disk crashato;
  2. Mettetelo in un sacchetto isolante, tipo cuki gelo per intenderci e chiudetelo per benino in modo da non far prendere umidità, acqua o pezzettini di ghiaccio;
  3. Posizionate l’Hard Disk nel freezer e lasciatelo per 4-5 ore circa;
  4. Infine togliete l’Hard Disk dal congelatore e rimontatelo immediatamente prima che si scaldi e torni a temperatura ambiente;
  5. L’Hard Disk dovrebbe ripartire ed avere un’autonomia tra i 15-30 min circa, tale da permettervi il recupero dei dati più importanti.

Come già detto, abbassando la temperatura portiamo il disco alla giusta temperatura di lavoro.
Sul sito Western Digital, nelle specifiche tecniche di un Caviar Blue (quello più comune), nella sezione riguardante le temperature recita chiaramente che l’intervallo di temperature entro cui il disco dovrebbe trovarsi durante il suo uso si aggira su 0-60 ºC mentre quando è spento può facilmente scendere fino a -40.
Quindi, bisogna stare a tenti a non tenere troppo a lungo il disco nel congelatore.
Alcuni ad esempio utilizzano i bocchettoni di impianti di condizionamento per raffreddare il disco e tenersi al di sopra dei -40 in modo da evitare possibili danneggiamenti: Infatti se le basse temperature riducono il rumore termico e favoriscono la mobilità elettronica nei componenti elettronici, dello stesso beneficio non giovano invece le componenti meccaniche, che al contrario ne risentono negativamente.
Quindi, vi consiglio di copiare sempre i vostri dati su supporti esterni come ad esempio: DVD, Hard Disk esterni o di rete, Cloud storage, o chiavette USB ecc.

Ci teniamo a sottolineare che noi di Picktime non ci assumiamo nessuna responsabilità per coloro che seguiranno questa guida dato che questo procedimento ha una soglia di successo molto bassa e il rischio di rompere ulteriormente il disco stesso è potenzialmente alto.

COMMENTS

DISQUS: 0