L’ anime di One Punch Man su Netflix: scopriamo 8 motivi per cui guardarlo

L’anime di One Punch Man, è approdato da pochi giorni sul catalogo di Netflix: uno shōnen decisamente atipico che nel tempo si è rivelato capace di rivoluzionare e spezzare tutte le caratteristiche peculiari di questa tipologia di anime .

Ma cosa sono gli shōnen?  Si tratta di un genere di punta dell’animazione giapponese dedicato perlopiù ad un pubblico molto giovane e prettamente maschile (ma negli ultimi anni è sempre più apprezzato anche dalla controparte femminile) interamente indirizzato sulla tematica delle arti marziali, dove l’eroe protagonista si ritrova a scontrarsi con tutta una serie di nemici ( o avversari) del suo stesso calibro; in alcuni di essi, inoltre, il personaggio principale è costretto a salvare la terra da possibili minacce.

In principio ci fu L’uomo Tigre, nei lontani anni ’70 a introdurre il genere, non contando gli altrettanti anime che noi pubblico di giovani ampiamente sdoganato chiamiamo “dei robottoni”: da Goldake a Mazinga Z, passando per Jeeg Robot, Gundam e Daitan III, una serie che ancora oggi cerca di ritagliarsi il suo spazio all’interno dell’ampio panorama delle produzioni nipponiche

Poi vennero nei ruggenti anni ’80, Ken Shiro e i Cavalieri dello Zodiaco, (solo per citarne alcuni) a infiammare i sentimenti di noi piccoli bimbi dalla fantasia galoppante, seguiti a ruota dal grandissimo Dragon Ball, il famosissimo anime di Akira Toryama uscito sempre nello stesso periodo ma che ha ottenuto successo soltanto successivamente, cioè negli anni ’90 inoltrati.  Il successo di Dragon Ball ha segnato la consacrazione dello shōnen come genere di  anime di successo dal gusto popolare.

Gli anni Duemila sono infatti stati particolarmente importanti per questa tipologia: da One Piece a Naruto passando per Hunter X Hunter, Bleach e il recentissimo Attacco dei Giganti, tutte opere che nel tempo hanno ottenuto il riscontro da parte degli otaku e sono entrati di diritto a far parte degli anime più apprezzati di ogni tempo.

Poi però è arrivato  per l’appunto One Punch Man, fortunatissima trasposizione animata del manga di One del 2009 a cambiare l’andazzo.

Vediamo insieme quali sono le sue particolarità attraverso un elenco di otto motivi per cui guardare quest’ opera decisamente inusuale:

  • L’animazione

Partiamo subito con i dettagli tecnici: One Punch Man, vanta un’animazione ad opera dello studio Madhouse (famosissimo studio di animazione già autore di anime molto famosi quali Gunslinger Girl, Beck Mongolian Chop, Paradise Kiss, 100% Fragola e Paranoia Agent) molto curata: è dettagliata, ricca, fluida con dei disegni molto puliti e con colori pieni: Una dimostrazione di come gli anime ormai abbiano raggiunto un tale livello tecnico da far impallidire le produzioni internazionali più famose.

  • Un insolito protagonista

One Punch Man è la storia di Saitama, un  normale ragazzo di venticinque anni con un hobby particolare: ovvero essere un supereroe. Ogni giorno infatti, il giovane si scontra con una moltitudine di mostri che minacciano la città T. Dopo un estenuante allenamento durato tre anni (e che gli ha causato la perdita di tutti i capelli!) Saitama è riuscito a raggiungere il suo obbiettivo: diventare un supereroe riuscendo a portare le sue abilità fino al limite massimo, ritrovandosi in questo modo imbattibile. Tutti i suoi nemici infatti vengono letteralmente spiaccicati al suolo da un solo pugno. Dopo aver fatto conoscenza del cyborg Genos, Saitama entrerà a far parte dell’Associazione degli Eroi, un’ente governativa a salvaguardia della popolazione dalle creature mostruose, con l’obbiettivo principale di scalare la classifica e dimostrare di essere il più forte tra tutti.

Tuttavia egli non dimostra di essere il classico protagonista di ogni shōnen: abbigliato con un buffo costume, con un fisico asciutto, lo sguardo perennemente accigliato e inebetito e poco incline ad ascoltare lunghi monologhi, Saitama, si rivela fin da subito un personaggio comico, un scimmiottamento non solo nei confronti delle rispettive controparti più serie di altri anime ma anche di tutti quegli eroi Marvel e DC in mantello e calzamaglia; un profilo estetico in netto contrasto con la sua grande abilità di combattente.

Notevole (per un anime) è infine la costruzione psicologica del personaggio: a dispetto della sua incredibile forza egli si mostra tendenzialmente apatico e privo di qualunque stimolo vitale a causa della sua incapacità nel trovare avversari in grado di tenergli testa. Nella sua condizione di invincibilità, Saitama sembra quindi soffrire di qualcosa di terribilmente pericoloso per un supereroe: ovvero la noia.

  • I nemici

Se il protagonista è invincibile ovviamente anche il ruolo dei nemici viene completamente rivoluzionato. In uno shōnen classico, è proprio la forza dell’antagonista principale a essere la spinta motivazionale che porta il protagonista a migliorarsi e ad aumentare le sue abilità con l’obbiettivo di sconfiggere l’avversario e salvare il pianeta da quest’ultimo. In One Punch Man ovviamente questo non succede: il risultato sono una serie di combattimenti che invece di durare interi episodi hanno la durata di una manciata di minuti dove i nemici, in media, sono relegati a semplici fugaci comparse.

  • I personaggi nonsense

Chiariamo un punto: in One Punch Man regna il nonsense più assoluto, sopratutto per quanto riguarda la presenza di personaggi che, seppur semplici elementi di contorno, si rivelano essere chi più chi meno altamente bizzarri, sopra le righe e con nomi ridicoli. Quasi tutti inoltre compiono azioni tutto sommato prive di qualsiasi logica.

  • Il Politically Scorrect

Dopo il nonsense un altro elemento evidente all’interno della serie è l’essere Politically Scorrect: dalle parolacce alla nudità  passando per lo splatter, tutti elementi che One Punch Man non omette ma che al contrario si permette di sfoggiare. Inoltre è privo di qualsiasi retorica tipica di questa tipologia di anime. Saitama infatti non è di certo mosso da nobili intenti o ideali particolarmente sentiti. Essere un supereroe è (inizialmente) per lui soltanto un hobby.

  • La figura dell’eroe 

Lo snodo principale di cui è opportuno trattare è però un altro: cioè la figura dell’eroe.
Come abbiamo visto, Saitama è imbattibile già all’inizio della storia, il che comporta l’assenza di qualsiasi tipo di sviluppo nel corso degli episodi. L’elemento portante di ogni  shōnen in questo caso è già avvenuto e non ci è stato mostrato. La trama di tutti gli shōnen si basa sul così detto “cammino dell’eroe”,  un’avventura epica dove il protagonista attraverso tutta una serie di prove e battaglie si misura con se stesso e supera i propri limiti. Scontrandosi con avversari sempre più forti e temibili, egli evolve, matura, cresce e apprende lezioni importanti per la costruzione stessa del personaggio. Saitama invece rimane sostanzialmente sempre uguale. Il motivo è molto semplice: i combattimenti con i mostri, il pianeta da salvare, la classifica degli eroi più forti da scalare e sopratutto il modo con cui il giovane si rapporta con questi avvenimenti non sono in realtà gli elementi centrali della storia ma rappresentano invece un semplice corollario, un pretesto per adoperarsi in un messaggio direi più profondo, cioè la snaturazione del concetto stesso di eroe; un’operazione volta quasi a ridicolizzarlo. Egli quindi, non rappresenta più una figura leggendaria adornata da un’aurea mitica mossa a sua volta da ideali profondi, ma al contrario è una persona comune dotata di una forza straordinaria, che si batte giorno dopo giorno con coraggio e determinazione, il cui merito però non viene mai riconosciuto.

  • È la parodia di Dragon Ball

Un altro aspetto che emerge fin dalle primissime battute è il lato parodistico e comico, sopratutto nei confronti di uno degli anime che ha fatto la storia: ovvero Dragon Ball.
L’esagerata velocità, la forza erculea, i raggi di energia, la serie di nemici bizzarri che mettono in costante pericolo la terra (qua addirittura viene minacciata da forze estranee praticamente più volte all’interno dello stesso episodio!) sono tutte caratteristiche appartenenti all’opera di Toryama ulteriormente estremizzate fino all’inverosimile, denotandole di un carattere prettamente ironico e irriverente.
Personalmente non mi stupirei nemmeno se nella prossima stagione si scoprirà che Saitama in realtà è un alieno 😀



  • Gli aspetti sociali



Sotto questo substrato fatto di ironia e irriverenza tuttavia, oltre alla già citata figura dell’eroe completamente rivoluzionata possiamo scrutare più in profonda altri rimandi a tematiche sociali di particolare importanza. Occorre precisare però che One Punch Man non si addentra mai in complicate critiche o vere e proprie denunce: il giudizio viene sempre tutto sommato sospeso e ciò che semplicemente si prodiga di compiere sono degli accenni o se vogliamo piccoli attenzioni nei confronti di aspetti di grande rilevanza.
Una fra tanti che salta subito all’occhio è la condizione di estrema solitudine ed emarginazione vissuta da Saitama, il ragazzo infatti è sia senza un impiego che senza nessun tipo di famiglia alle spalle, una situazione che però viene affrontata comunque in maniera defilata. L’obbiettivo è semplicemente quello di porlo all’attenzione dello spettatore senza però svilupparne più di tanto le conseguenze e gli aspetti più complessi.

In definitiva, One Punch Man, è un anime molto leggero, curato e irriverente che con estrema ironia e atteggiamento bonario da un lato prende in giro gli altri shōnen, e dall’altro strizza l’occhio a tematiche attuali, non prendendosi tutto sommato necessariamente sul serio. Nel farlo, regala momenti piacevoli e qualche risata. Dategli un’occhiata.

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