Wearable – Smartband, Fitness Tracker e Smartwatch

Wearable – Smartband, Fitness Tracker e Smartwatch

Sembrano dei normalissimi orologi o dei semplici bracciali, ma al loro interno nascondono un cuore pieno di tecnologia, perché è questo che sono i wearable, ovvero i dispositivi indossabili che strizzano l’occhio sia agli sportivi che a coloro che cercano gadget tecnologici “alla moda”. Tutto ciò è stato possibile grazie al crescente progresso tecnologico che ha permesso di realizzare componenti elettronici sempre più piccoli e potenti, integrando alcune di quelle che sono le caratteristiche peculiari degli smartphone, ma al contempo, aggiungendo quel quid in più che manca persino ai terminali più costosi. La storia dei dispositivi indossabili, così come li concepiamo oggi, è “abbastanza” recente, e vede protagonisti grossi colossi come Fitbit, Sony, Pebble, Samsung, Lg, Motorola, Huawei, Google e Apple. Prima di scoprire i prodotti forniti da tali aziende, è doveroso fare una distinzione tra le principali categorie di wearable: smartband, fitness tracker e smartwatch.
 
SMARTBAND
 
Wearable - Smartband, Fitness Tracker e Smartwatch. Scopriamo cosa sono!
 
Le smartband costituiscono la categoria più “leggera”. Il termine non è usato impropriamente perché, come suggerisce la stessa parola, sono dei veri e propri braccialetti, solitamente di gomma colorata, che spesso si confondono con la comune bigiotteria. La caratteristica principale di questi braccialetti intelligenti è quella di essere comodi, leggeri, con buona autonomia e in alcuni casi, impermeabilità. Queste qualità sono poi accompagnate da molteplici sensori che li rendono complementari allo smartphone potenziando quindi, tutte le funzionalità ad esso connessi: quando squilla il telefono, il braccialetto vibra e lo stesso accade quando riceviamo delle notifiche che, in determinati prodotti, possono essere lette direttamente sulla smartband. Ma le funzionalità non finiscono qui: possiamo impostare sveglie, monitorare il sonno, i passi, le calorie, misurare il battito cardiaco e registrare il percorso compiuto ogni giorno tramite il GPS.  L’intelligenza di questi dispositivi risiede proprio in questo: si trattano di piccoli computer da polso che rendono la vita più semplice e velocizzano le nostre interazioni con lo smartphone. Solitamente l’accoppiamento di questi dispositivi avviene via bluetooth per gli smartphone e tramite WiFi / USB attraverso i PC.
Di smartband nel mercato ne esistono svariati tipi e si differenziano per la presenza o meno delle funzionalità sopra citate. Non esiste quindi la smartband perfetta, ma la sua scelta dipende dalle esigenze che l’utente vuole soddisfare. Fortunatamente il mercato è vasto e vi sono svariare prodotti in commercio.
 
FITNESS O ACTIVITY TRACKER
Quando si parla di fitness tracker è facile fare confusione con le sopracitate smarband, perché la linea di pensiero che separa le due categorie è molto sottile. Un fitness tracker non è altro che un dispositivo che tiene traccia della nostra attività fisica, monitorando passi, calorie bruciate e tipi di esercizio, integrando spesso sensori per il battito cardiaco. Qual è allora la differenza tra questi dispositivi e le smartband? Dipende dal prodotto che si acquista: certi fitness tracker fanno anche da smartband e viceversa. Anche in questo caso, le case produttrici hanno messo sul mercato svariati prodotti con caratteristiche differenti che li rendono unici rispetto agli altri. In questo caso non è da sottovalutare l’integrazione di tali dispositivi con l’ecosistema Android o Apple, in cui le applicazioni per il fitness amplificano l’esperienza d’uso, permettendo all’utente di impostare obiettivi, creare storici delle attività e sfidare i propri record. Di seguito verranno proposti alcuni dei prodotti più interessanti delle categorie discusse.
 
Xiaomi Mi Band 2
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Sicuramente una delle smartband più discusse e apprezzate. E’ la testimonianza di un ottimo lavoro fatto da parte di Xiaomi con le versioni precedenti e che introduce miglioramenti significativi: ha un piccolo display che indica l’ora, i passi, le calorie, le notifiche, la batteria residua ecc.. Il passaggio tra un’informazione e un’altra avviene cliccando il piccolo tasto touch posto nella parte bassa. Il braccialetto è in gomma e il modulo tecnologico non è altro che questa piccola “capsula” in esso incorporata integrante un sensore per il battito cardiaco. Il tutto è corredato dall’applicazione Mifit, scaricabile dal PlayStore, che permette di creare degli storici di calorie bruciate e passi effettuati. L’interfaccia è intuitiva ma priva di contenuti più approfonditi o  ulteriori personalizzazioni che si possono trovare in applicazioni di terze parti.
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Fitbit Charge 2
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Questa di Fitbit è una delle smartband/activity tracker più complete che si possano trovare sul mercato (e anche una delle più costose). Dopo il recente acquisto di Pebble, l’azienda non ha più grossi rivali all’interno del mercato dei fitness tracker di questa tipologia: ampio display, possibilità di tracking di diverse attività fisiche, sensore di battito cardiaco, avviso di ricezione notifiche e chiamate. Purtroppo manca la presenza del GPS. L’applicazione, ben strutturata, permette di monitorare passi, chilometri percorsi, calorie, attività fisica e battito cardiaco.
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Jawbone UP3
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In questo caso si parla di una smartband che fa del design il suo punto di forza. È dotata di svariati sensori per monitorare sia il battito cardiaco che la temperatura, ambientale e della pelle. Nasce come strumento per monitorare l’attività fisica ma può essere usato nelle più disparate circostanze, grazie  alla sua impermeabilità.
Anche in questo caso, l’applicazione risulta abbastanza completa: permette, tramite grafici, di avere sempre a portata di mano un resoconto sia della propria giornata che del sonno e dell’attività fisica.
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SMARTWATCH
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Ultima, ma non per importanza, è la categoria degli smartwach. Questi “orologi 2.0”, se così possiamo definirli, sono i più completi dal punto di vista tecnologico e supporto software: integrano sensore di battito cardiaco, motorino per la vibrazione, GPS, modulo GSM e speaker. Ovviamente è doveroso precisare che non tutti gli smartwatch sono concepiti con questa gamma di sensori e ciò dipende da produttore a produttore, ma in linea di massima hanno tutti un punto comune: il display che funge da quadrante. Si, perché è questo che li rende così “cool” e apprezzati: la presenza di un display con il quale interagire facilmente che permette di visualizzare e rispondere alle notifiche, controllare il meteo, monitorare la propria giornata tramite i passi, le calorie bruciate e l’ attività fisica. I primi veri smartwatch in commercio, concepiti con la filosofia dell’orologio tuttofare, sono stati quelli di casa Pebble, Samsung e Sony; giusto per citarne alcuni. Come si può ben vedere, l’idea di avere qualcosa di interattivo al polso non è nata solo da grandi colossi ma anche da campagne di Kickstater (Pebble per l’appunto) che in qualche modo hanno spinto il mercato a migliorarsi, a innovare e soprattutto a stupire; dove il pregio tecnologico ha sposato in definitiva l’eleganza, perché come si dice di solito, anche l’occhio vuole la sua parte. Ed è proprio così; gli ultimi prodotti in commercio infatti si discostano poco dalla filosofia formale degli orologi classici.
Quali sono i maggiori competitor nel mercato smartwatch? La domanda non è semplice, ma sicuramente sono due i sistemi operativi che equipaggiano la maggior parte dei dispositivi: Android wear e Watch OS.
Android wear è presenti sulla maggior parte degli smartwatch in commercio ed è prodotto e distribuito da Google. Inutile dire che è l’OS preferito perché si integra perfettamente con tutti i dispositivi Android in commercio e di ogni casa produttrice. L’interfaccia generalmente è composta da una Watch Face, cioè un quadrante d’orologio personalizzabile, che può essere digitale o analogico, colorato o con uno sfondo e che può fornire al tempo stesso altre informazioni come le chiamate perse, i passi, le calorie, gli appuntamenti. La forza di questo sistema operativo sta nel fatto che è pensato come se fosse una versione di Android miniaturizzata e alleggerita che, integrandosi perfettamente con il telefono, ci permette di svolgere tutte le nostre operazioni senza mai sfoderare lo smartphone dalla tasca. L’accoppiamento tra i due dispositivi avviene tramite bluetooth e generalmente è quasi immediato. Il tutto viene completato da un’applicazione da installare sullo smartphone che permette all’utente di impostare parametri e le preferenze in modo da usare al meglio lo smartwatch. Nelle ultime versioni di Android wear esiste anche la possibilità di interagire con gli iPhone, per cui l’utilizzo di uno smartphone Android piuttosto che uno Apple non è più vincolante.
Watch OS è il maggiore rivale di Android wear. A differenza di quest’ultimo, si trova installato solamente negli Apple Watch e si integra solo con  iPhone. Il suo successo è dovuto ovviamente al fatto che questo dispositivo completa e amplifica quella che è l’esperienza d’uso dell’ecosistema creato da Apple, dunque la sua presenza esclusiva negli Apple Watch fa sì che sia sempre ben ottimizzato e connesso con gli iPhone e i PC Mac. Anche in questo caso, troviamo una prima schermata che ci mostra l’orario, anch’essa personalizzabile e con diverse possibilità di integrazione di contenuti. La cura dei dettagli è maniacale “in quel di Cupertino”, per cui troverete sempre quel valore aggiunto in questo software: le applicazioni per il fitness sono davvero ben studiate e ottimizzate tramite una grafica semplice ed efficace che forniscono all utente tutte le informazioni necessarie. Le notifiche sono un piacere da leggere ed è possibile rispondere direttamente dallo smartwatch utilizzando l’ormai famoso assistente vocale di Apple.  E’ possibile sbloccare il proprio Macbook senza dover inserire la password e gestire anche la musica dal proprio iPhone.
Vediamo quali sono i migliori smartwatch in commercio con a bordo Android Wear.
Motorola 360 (2° gen)
 
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Motorola è una dei portabandiera della categoria. Il suo smartwatch è elegante, funzionale e  costoso. La cassa è da 46 mm o 42 mm, a seconda della dimensione che si desidera, mentre i cinturini sono in pelle o acciaio. È dotato di un unico tasto fisico, comodo per interagire con Android Wear di cui è equipaggiato. A completare il prodotto troviamo poi il modulo Wifi e il sensore per il battito cardiaco. La batteria non è capientissima e permette di ottenere uno, o al massimo due giorni di autonomia.
 
LG Watch Urbane 2
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Diretto competitor di Motorola 360, questo Lg Watch Urbane 2 è costruito totalmente in alluminio, mentre il cinturino è in gomma. Presenta tre tasti fisici per interagire con il sistema operativo che anche in questo caso è Android Wear. E’ equipaggiato con i moduli Wifi, NFC, GPS e bluetooth. La novità è la possibilità di effettuare chiamate direttamente dallo smartwatch, in quanto è presente uno slot per inserire una nano sim. Come gli altri smartwatch in commercio, l’autonomia è scarsa soprattutto se si utilizza per le chiamate.
Huawei Watch
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Anche Huawei entra nel mondo degli smartwatch con il sul Huawei Watch. Il design è davvero elegante e spesso si confonde con un normalissimo orologio da polso. È realizzato in acciaio inossidabile e si trova in commercio con cinturini in acciaio o pelle. E’ dotato di Wifi, bluetooth e microfono per interagire con i comandi vocali; tuttavia non sono presenti GPS e NFC. A bordo troviamo Android Wear con delle watch face davvero molto belle.
 
Apple Watch 2
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È l’unico dispositivo con a bordo Watch OS. Dal punto di vista dei materiali, l’Apple watch non ha rivali in quanto è realizzato interamente in allumino, acciaio o ceramica, mentre i cinturini sono realizzati con i materiali e i colori più disparati. Presenta un tasto fisico e una rotellina per switchare tra le applicazioni. Al suo interno troviamo anche un GPS, l’ accelerometro, un sensore del battito cardiaco e un sensore di luce ambientale. Come ogni buon prodotto Apple, le applicazioni sono ben sviluppate e hanno un’ottima interfaccia, semplice e intuitiva oltre ad essere molto complete. Un altro punto di forza è anche la sua impermeabilità che ne permette l’utilizzo in tutte le occasioni. Per funzionare al meglio è necessario collegarlo ad un iPhone e gestirlo tramite l’apposita applicazione.
È doveroso, infine, precisare che ci sono altri sistemi operativi per smartwatch, ad esempio Tizen per alcuni prodotti della Samsung o Sailfish per la casa produttrice Jolla che però trovano una distribuzione molto più di nicchia e che difficilmente troverete su larga scala nel nostro mercato.
 
CONCLUSIONI
 
Smartband, fitness tracker o smartwach, quale scegliere allora? La risposta a questa domanda non è affatto univoca perché dipende dalle esigenze dell’utente.
  • Smartband: la scelta ricade su questa categoria se le caratteristiche che si cercano sono un’ottima autonomia, avvisi di chiamata e notifiche, qualche indicazione sulle calorie e  i passi, vibrazione per le sveglie e leggerezza al polso. Come già detto, l’interazione con lo smartphone in questo caso è pressoché obbligatoria.
  • Fitness tracker: se l’attività fisica è un punto centrale della vostra vita quotidiana, allora non ci sono dispositivi migliori di questi. Sono pensati proprio per chi ha voglia di praticare sport senza dover portare con sé lo smartphone: integrano sensori molto precisi e spesso sono completati da applicazioni altrettanto sofisticate che permettono di registrare e restituire dati accurati. Spesso possono fare tutto da soli: dal display è possibile controllare e gestire tutte le impostazioni desiderate, rendendoli dei dispositivi totalmente autonomi. Da non sottovalutare i prodotti con il GPS integrato che, in ambito sport, è quasi un must.
  • Smartwatch: certamente è la categoria più completa in quanto si “potrebbe” dire che racchiude le due precedenti (“potrebbe” perché in ambito sport la scelta ricadrebbe sempre sui fitness tracker in quanto più adatti allo scopo). Hanno certamente molti punti di forza: un ampio quadrante/display, un’interazione a 360° con lo smartphone, la possibilità di rispondere a notifiche e chiamate, monitorare passi e calorie, visualizzare il meteo e fare piccole ricerche vocali. Alcuni prodotti sono esteticamente molto belli e sono realizzati con materiali di pregio, altri invece fanno della semplicità del software il loro punto di forza. Il punto debole che li accomuna è l’autonomia: spesso durano poco meno di 24 ore se si attivano tutti i sensori, giustificato dalla pochissima quantità di spazio dedicato alla batteria.
Fortunatamente il mercato è ricco di questi prodotti quindi è facile trovare il dispositivo che più si adatta alle vostre esigenze, sia per funzionalità, comodità che prezzo.

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