Restaurare una foto con Gimp

Nel precedente tutorial come migliorare il nostro aspetto all’interno di una foto con Gimp, oggi invece vi voglio mostrare il metodo base per restaurare una fotografia, in modo da poter preservare i ricordi dei nostri cari o di eventi passati.
Occorre subito dire che restaurare una fotografia è un’impresa ardua, soprattutto se la fotografia è parecchio rovinata. Quindi ottenere un risultato uguale o simile allo stato originario non è alla portata di tutti.
Ora che abbiamo compreso la difficoltà di questo tutorial iniziamo con digitalizzare la nostre fotografia; in questo tutorial  infatti non useremo una foto digitale ma digitalizzeremo una fotografia antica, ad esempio una dei nostri nonni o di quando eravamo piccoli.
NB: Alcuni erroneamente usano il termine scannerizzare, un ibrido tra la parola digitalizzare e lo strumento utilizzato per questa operazione, ovvero “lo scanner”. Questo non significa che è un termine sbagliato, infatti l’Accademia della Crusca e per l’esattezza Giovanni Nencioni (nel 2002) si è così espresso:
“… Ovviamente in ambienti tecnici, e dove non ci sia perfetta coincidenza semantica, il forestierismo è, oltre che lecito, necessario. Ma fuori dall’uso strettamente tecnico e della comunicazione informatica, che per la sua fulmineità ed universalità esige una lingua unica, senza l’impaccio e il possibile equivoco della traduzione, assumere, oltre tutto, una parvenza di tecnici ostentando termini inglesi non mi pare neppure cosa di buon gusto; quando invece i veri tecnici tendono, in ambiente italiano, a italianizzare alla meglio gli stessi anglismi, formando ibridi come softuerista, softuerizzare, scannerizzare, formattare, che sono tuttavia segno di una buona coscienza linguistica, queste formazioni possono essere accolte.”
Quindi anche se utilizzate il termine scannerizzare non sbagliate; infatti lo scanner è una periferica di input che tramite il suo sensore acquisisce l’immagine e la digitalizza all’interno del nostro computer, tuttavia consiglio di utilizzare il termine più appropriato: digitalizzare per l’appunto. 
Adesso che siamo in possesso della nostra fotografia in formato digitale, possiamo aprirla con Gimp. Useremo questa fotografia presa da Internet come esempio per il nostro restauro. 
Come potete vedere la fotografia presenta diversi tagli, graffi e macchie, che all’apparenza possono sembrare impossibili da togliere. Ma qui entrano in gioco, i due strumenti principali di Gimp cioè “Clona” (indicato in foto con il riquadro blu) e il “Cerotto” ( presente con il cerchio rosso).
Per prima cosa usiamo lo strumento Clona, capace di replicare porzioni di spazio da noi indicati: tenendo premuto il tasto “Ctrl” della tastiera e cliccando con il tasto sinistro del mouse sull’area da copiare (ad esempio una parte sana della fotografia in oggetto), e poi cliccando nuovamente (sempre con il tasto sinistro del mouse) sulle parti a cui vogliamo applicare la clonazione (tagli, graffi, macchie, ecc…), ricordandoci di lasciare “Ctrl” dalla tastiera durante quest’ultimo passaggio .
Come per il Tutorial sull’eliminazione delle rughe, consiglio di usare un pennello con i bordi sfumati (circle fuzzy) con una dimensione ideale per la parte d’immagine che vogliamo clonare.
Inoltre consiglio di clonare parti di foto quanto più possibili vicine alla imperfezione da coprire, in modo da essere più precisi. Questo significa che per ottenere un restauro molto accurato sarà opportuno ri-campionare spesso le zone da clonare in maniera da rendere il tutto più realistico.
Possiamo anche utilizzare lo strumento Cerotto che è molto simile a clona: infatti tenendo premuto “Ctrl” dalla tastiera, selezioneremo con il tasto sinistro del mouse la porzione dell’immagine campione, esattamente come abbiamo visto con Clona. Ma questa volta lasciando il tasto “Ctrl” e cliccando con il tasto sinistro del mouse, non cloneremo l’area selezionata ma andremo letteralmente a correggerla digitalmente, utilizzando come campione la porzione d’immagine da noi selezionata in precedenza.
NB: La precisione di questo strumento non è ancora allo stesso livello del Cerotto di Photoshop, tuttavia fa il suo lavoro, basti vedere i risultati nella foto sottostante.
Come possiamo vedere il restauro della nostra fotografia sta procedendo bene, infatti la foto ha preso tutt’altro aspetto, neanche si direbbe un tempo piena di tagli, graffi e macchie.

Inoltre ho fatto un ritocco molto grossolano proprio per farvi vedere la flessibilità dello strumento: tranquillamente utilizzabile anche dai meno esperti in queste applicazioni.
Concludiamo il nostro Tutorial mostrandovi il restauro completo della fotografia in questione.
Ho aggiunto un po’ di colore utilizzando lo strumento Pennello che trovate indicato nella foto con il riquadro celeste. Per ottenere questo effetto sarà sufficiente creare un nuovo livello e cambiare la modalità (che troviamo in alto a destra) da Normale a Colora (se volete potete anche provare altre modalità); dopodiché basterà colorare lentamente le aree utilizzando sempre il tasto sinistro del mouse, per ottenere un risultato più preciso.
Questo è il risultato finale. Non ci resta che stampare la foto su carta fotografica ( nel caso in cui disponiate di una stampante con questa funzione) oppure farla stampare da un fotografo in modo da conservare  fisicamente la fotografia restaurata.
Come abbiamo visto gli strumenti utilizzati per questo tutorial sono molto semplici (Clona, Cerotto e Pennello); la vera difficoltà risiede nella nostra capacità di ricreare le porzioni di foto non danneggiate.
Entrambi i comandi Clona e Cerotto hanno bisogno di una porzione di area del tutto integra per lavorare; più abbiamo zone danneggiate più ovviamente sarà difficile l’operazione di restauro.
Il mio consiglio è quello di restaurare porzioni di fotografia per volta in maniera da ottimizzare il risultato.
Concludo la guida dandovi cinque dritte su come conservare al meglio le nostre fotografie.
1. Conservare le fotografie a temperature basse (tra 10 e 23°C). In genere, più l’ambiente è caldo, più i colori tendono a sbiadire;
2. Non archiviare le foto in zone umide come ad esempio in soffitta o cantina;
3. Non esporre troppo le fotografie alla luce, essa infatti le fa sbiadire in poco tempo (soprattutto se vengono colpite dai raggi solari);
4. Se volete conservarle per decenni, disponetele in contenitori adeguati o in album appositi (che non contengano polipropilene o poliestere);
5. Non conservare le fotografie insieme a dei ritagli di giornale, perché gli acidi presenti nella carta potrebbero rovinarle. In genere, conviene fotocopiarli su carte di cui ne sono prive. Lo stesso vale per le scritte dietro alle foto; meglio utilizzare una matita piuttosto che una penna come erroneamente si usa di solito.
Se abbiamo la fortuna di avere i negativi delle foto, consiglio di evitare di tenerli insieme alle foto stesse ma è più opportuno tenerli separati. Inoltre i negativi vanno maneggiati con estrema cura; evitare quindi di toccarli con le dita rischiando di lasciarvi sopra le impronte. Conservarli, infine, seguendo le stesse regole valide per le foto.
Qual’ora non avessimo i negativi, possiamo considerare l’idea di fotocopiare le foto per salvarle poi sul computer; tuttavia anche queste operazioni, se effettuate troppo spesso, possono danneggiare le foto, perché comportano ovviamente l’uso della luce e del calore.

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