Olanda, semafori a terra: avanzo tecnologico o inutile invenzione?


Come forse qualcuno saprà in Olanda (e non solo), sono stati installati sui relativi marciapiedi un nuovo tipo di semafori per tutti gli smartphone dipendenti. Essi infatti hanno lo scopo di mostrare a tutte le persone a capo chino sul proprio smartphone, la condizione attuale del semaforo. “Sono costosi ma le vite delle persone valgono molto di più” è questo l’appello lanciato da tutti i paesi che stanno adottando questa tecnologia per cercare di sensibilizzare il resto del mondo.

Per ora questa idea si chiude su se stessa e ha letteralmente diviso il web tra coloro che la supportano e coloro che invece criticano questa scelta. Per quanto riguarda invece l’Italia, quest’invenzione non è ancora stata presa in considerazione. Probabilmente non è nemmeno un disappunto del tutto sbagliato in quanto più che assecondare chi sbaglia dovremmo sensibilizzare l’utenza a un uso più responsabile degli smartphone. A protestare sono comunque numerosi e sopratutto coloro che puntualizzano sul fatto di come l’Italia sia seconda tra i paesi europei ( il primato va alla Romania) la cui popolazione ammette di attraversare la strada, molto di frequente, senza togliere lo sguardo dal proprio cellulare.

Tuttavia, l’Olanda non è tra i primi paesi ad aver cercato di ridurre gli incidenti dovuti alla distrazione da smartphone; infatti già mesi, se non anni prima, anche la Germania aveva opportunamente fornito le proprie strade di questi semafori al led con il compito di segnalare ai passanti quando attraversare. Mentre in Svezia furono posizionati ai lati delle strade alcuni tipi di cartelli stradali che avvertivano gli automobilisti  di fare attenzione a possibili pedoni che avrebbero attraversato senza togliere lo sguardo dal proprio device. Sebbene questi metodi adottati sarebbero in grado di salvare numerose vite, per la parte del web contraria questi accorgimenti continuerebbero a viziare i cosiddetti smartphone-dipendenti, con un’unica conseguenza: piuttosto che istruire la popolazione a un comportamento adeguato incoraggerebbero al contrario molte più persone ad adottare lo stesso medesimo atteggiamento.

Per quanto riguarda queste critiche, cioè sullo sbaglio nell’alimentare un cattivo atteggiamento, è proprio l’assessore comunale Kees Oskam a rispondere, dicendo “Non possiamo cambiare la tendenza ma possiamo anticipare i problemi”. In ogni caso questa argomentazione sta scatenando gli animi via web in quanto anticipare i problemi non è sinonimo di assecondare un vizio o un cattivo comportamento.

Per ora l’Italia non si pronuncia e si tiene del tutto fuori dal dibattito con, probabilmente, la finalità di aspettare e vedere se l’esperimento potrebbe funzionare negli altri paesi. La nazione, a parer mio, ad aver toccato il fondo è però la Cina: essa infatti ha suddiviso i propri marciapiedi in due corsie, tra quella utilizzata da coloro che vanno di fretta e l’altra da chi preferisce passeggiare e contemporaneamente dare un’occhiata al proprio smartphone…

Commentate come sempre l’articolo facendoci sapere come la pensate al riguardo; se siete favorevoli ad “anticipare il problema” o invece contrari.

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