Intel incassa il colpo di Ryzen e ritocca i suoi prezzi

Abbiamo già discusso di come Intel si stia preparando all’arrivo delle CPU Ryzen, aggiornando la propria linea Kaby Lake, ma quanto stiamo per riportare rasenta dell’incredibile; il colosso di Santa Clara starebbe effettuando dei considerevoli tagli al prezzo ai propri prodotti, almeno per quanto concerne alcuni rivenditori sul suolo a stelle e strisce.

Alcune indiscrezioni hanno portato alla luce come la catena informatica statunitense MicroCenter stia riducendo i prezzi di numerosi prodotti di fabbricazione Intel mediamente del 23% su una buona parte delle serie 6000 e 7000, anche conosciute rispettivamente come Skylake e Kaby Lake.

Prevedibilmente i tagli più sostanziosi sono stati disposti alla famiglia Core i7 come nel caso dello screenshot soprastante; per l‘i7 6950X il prezzo è diminuito da 1’899 dollari americani ad un “più accessibile” 1’599 dollari, segnando una riduzione di trecento dollari pari al 16%. Nel complesso ben ventuno dei prodotti presenti sul catalogo della catena americana hanno goduto di tale trattamento e le variazioni in percentuale più importanti sono a favore di due SKU Skylake ed un Haswell: il Pentium G3258. Si tratta di un dual core particolarmente amico delle tasche meno abbienti e capace di ottimi overclock anche con il dissipatore stock che ha visto il suo prezzo finale diminuire del 35% arrivando a 50 dollari. Medesima percentuale di sconto applicata anche al Core i7 6700K, acquistabile adesso per 259 dollari americani, mentre ad un prezzo ritoccato a 179 dollari è possibile acquistare un i5 6600K.

UPDATE: Giungono notizie da parte di SemiAccurate che un addetto alle pubbliche relazioni di Intel avrebbe inviato una mail chiedendo di essere contattato prima della pubblicazione in modo da “fornire spiegazioni su come effettuare i benchmark su Ryzen“. Lo stesso rumor indica inoltre che tale mail sarebbe stata confermata da parte di più reviewers, ma nessuno si è attualmente sbilanciato al punto da fornire la mail originale, lasciando intendere che in caso venga intrapresa tale strada, alcuni trattamenti di riguardo potrebbero andare persi.

UPDATE 2: Un altro aggiornamento arriva dalla sezione commenti di PCGamesN, nel quale troviamo un utente che affermerebbe di essere stato contattato da un rappresentante Intel in quanto a capo della divisione IT di una non meglio specificata compagnia, per valutare degli “incentivi” al fine di acquistare delle macchine da server composte esclusivamente da hardware Intel. Fino a questo punto nulla di strano, poi l’utente ha dichiarato di voler aspettare le performance di Ryzen Naples (architettura per il mercato server) per poter prendere una decisione in virtù del rapporto prezzo/prestazioni ed è qui che le acque si intorbidiscono: viene infatti riportato in modo molto chiaro che l’azienda avrebbe fatto ingenti sforzi al fine di NON incentivare l’acquisto di prodotti a marchio AMD. Non sarebbe la prima volta che il colosso del semi-conduttore venga colto in flagrante nell’utilizzo di pratiche scorrette verso i suoi concorrenti, potrebbe trattarsi nuovamente il caso? Ai posteri l’ardua sentenza.

Al momento non sono giunte ulteriori notizie a confermare se tale trend è stato già intrapreso da altri rivenditori o se siamo davanti ad un caso isolato; ma chiaramente AMD sembrerebbe essere riuscita nel suo intento di scuotere il mercato dalle fondamenta grazie alla sua politica dei prezzi piuttosto aggressiva, specialmente se teniamo in considerazione il consequenziale rapporto prezzo/performance che ha stabilito una nuova unità di misura.

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