Black Mirror: 8 aspetti per cui guardarla

Black Mirror: 8 aspetti per cui guardarla

Siamo in un sito che si occupa di tecnologia. Come non spendere, quindi, una manciata di parole per una delle serie di fantascienza che più ci ha sconvolto negli ultimi tempi e ha trattato la tecnologia non come l’elemento che tutti conosciamo, cioè di progresso e miglioramento ma al contrario come un qualcosa di assolutamente negativo e addirittura feroce? Stiamo ovviamente parlando di Black Mirror, la serie ideata e prodotta da Charlie Brooker nel 2011, vincitrice di un Emmy Award come miglior miniserie nel 2012 che ha saputo a lungo far parlare di sé, destare curiosità e clamore tra gli appassionati di serie TV. La terza stagione infatti è stata motivo di forte attesa da parte del pubblico serializzato, complice sicuramente il fatto che la stagione è stata la prima ad essere  prodotta e distribuita interamente da Netflix. Davvero un bel colpo da parte della piattaforma On Demand più popolare di sempre.

Black Mirror, in ogni caso, con le sue originalità testimonia come le serie americane non detengano affatto lo scettro delle serie TV più quotate ne tanto meno l’esclusività all’interno del panorama internazionale delle produzioni televisive di qualità. Con meno fronzoli, più rigidità freddezza e un lato tecnico da far invidia alle pellicole più acclamate, le serie inglesi hanno saputo far puntare i riflettori su di sé e suscitare l’interesse di molti. Se vi può interessare, ho scritto di alcune di esse in questo articolo, inserendole tra le migliori del 2016; ho fatto anche un’analisi completa della quarta stagione di Sherlock, un’ altra grande serie di punta della produzione inglese: datele un’occhiata.

Black Mirror, con la sua struttura antologica (cioè che rinnova ad ogni puntata sia il cast, che l’ambientazione e la trama) non è da meno: con una regia dettagliata, una fotografia piuttosto fredda (tranne in qualche caso), e una costante bravura da parte del suo cast, può permettersi il lusso si sfoggiare un’ambientazione da incubo, agghiacciante e molto cruda dove la tecnologia è solo il punto di partenza per un discorso molto più complesso, che coinvolge ed esaspera fino all’inverosimile, le caratteristiche peculiari del mondo contemporaneo.

Puntata dopo puntata Black Mirror, scopre man mano le sue carte rivelandosi incredibilmente capace, da un lato di affascinare con la sua qualità e la sua tecnologia sbalorditiva, mentre dall’altro sferrare una serie di colpi durissimi che investono con continuità lo spettatore, in una costante morsa allo stomaco senza possibilità di tregua.

In questo articolo, vedremo gli aspetti o se vogliamo le tematiche affrontate da questa originale serie TV e per cui vale la pena non lasciarsela sfuggire:

  • I Media 
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Uno dei motivi e delle tematiche che la serie si prodiga di scandagliare già agli albori delle prime puntate è proprio il ruolo dei media all’interno di una imprecisata società futuristica, sopratutto per quanto riguarda la sfera politica; sia che si tratti della reputazione di un esponente di essa (che può essere innalzata o affossata nel medesimo modo con un battito di ciglia) sia nel sospingere
personaggi mediatici contro una politica non più in linea con le esigenze e le necessità del popolo. L’ultima analisi che non lascia dubbi vede i media come una gigantesca macchina tritacarne inarrestabile, pronta a fagocitare tutto e tutti.
  • I Social Network 
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Direttamente intrecciati al ruolo dei media sono i social network; vuoi come strumento di riscatto per l’opportunità di una vita migliore, in grado di favorire rispettabilità e accettazione a discapito di una componente emotiva più vera, vuoi come mezzo preferito dalle masse per la gogna mediatica. In entrambi i casi le conseguenze saranno infauste, estremizzando nel pratico, le caratteristiche dei social network già esistenti. 
  • La tecnologia 
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Uno dei temi più importanti, se non il più importante, come già accennato è la tecnologia. Lontana dal suo essere un mezzo per facilitare la vita moderna, è analizzata come un espediente che a lungo andare schiavizza: una natura matrigna leopardiana sapientemente creata ad arte che si pone al di sopra del suo creatore: molto abile ad affascinarlo ed ingannarlo. Una matrice di incubi e di esperienze che si riveleranno quasi sempre dolorose e traumatiche. In un ipotetico confronto, la scienza tecnologica sfugge al pieno controllo dell’uomo: l’umanità non può che uscirne sconfitta.
  • La distopia
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La tecnologia in Black Mirror non fa sconti e non può che portare a un unico risultato: la distopia, a testimonianza di come, in un ipotetico futuro, lo sviluppo di una scienza più all’avanguardia prosegua sempre di pari passo con l’instaurazione di un potere centrale che non favorisca la prosperità e il benessere ma che al contrario sottometta i più deboli.
  • La giustizia 
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Un altro grande tema  su cui Black Mirror torna ripetutamente a trattare è proprio il concetto di giustizia; un concetto che assume le forme sottili della “giustizia fai da te“.  Si invoca da sempre la necessità di  una giustizia più efficace in grado di punire realmente chi si macchia dei crimini più cruenti, senza buonismi di sorta e riduzioni della pena. Black Mirror, a tal proposito ci accontenta e assolve il compito di mostrarci cosa succederebbe se adottassimo, tramite una tecnologia adeguata, un sistema assolutista che non lascia scampo ma che ha come un unico obiettivo la punizione sfruttando, per l’occasione, mezzi poco ortodossi.
  • La spettacolarizzazione del quotidiano
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Un altro tema, spesso celato o affrontato di sfuggita ma che con molta attenzione lo si può scrutare tra le pieghe delle varie storie messe in scena dalla serie è proprio la spettacolarizzazione che investe ogni ambito della vita; una critica si velata ma altrettanto tagliente e che non lascia riserve. In un’era dove la tecnologia regna, i media e i social network sono sovrani, Black Mirror si permette di immaginare l’evoluzione delle più moderne forme d’intrattenimento che si basano sulla realtà: dai reality show (qua aspramente criticati) ai così detti Vlog youtubiani. In Black Mirror realtà e finzione si annullano, fino ad assumere la stessa formula. A deliziare lo spettatore, non è quasi mai un programma costruito ad hoc ma spesso e volentieri la vita stessa nei suoi aspetti più nudi. Ciò comporta, l’inevitabile azzeramento di ogni tipo di privacy.
  • La morte 
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Uno dei grandi meriti di Black Mirror è riscontrabile nella sua capacità di abbattere i tabù della società attuale: dal sesso a ogni  morale possibile, in un modo sempre molto sfacciato. Non è esente nemmeno il tabù più grande, ovvero la morte. Grazie all’uso di una tecnologia sempre più invasiva non solo è possibile violare e usare i ricordi a proprio piacimento per tale scopo, ma in definitiva eludere la morte stessa, in modi tutto sommato diversi tra loro.
  • Lo specchio nero della società
Black Mirror: 8 aspetti per cui guardarla
Il punto centrale su cui ruota il discorso portato avanti da Black Mirror è però un altro: una critica molto aspra nei confronti dell’ intera società. Attraverso la tecnologia, la serie ne approfitta per riflettere su noi stessi e la nostra componente umana; su chi siamo, dove andiamo e cosa vogliamo. Il quadro che però ne dipinge non è di certo lusinghiero e rassicurante ma si tratta di un pozzo nero fatto di egoismo, arrivismo, crudeltà, narcisismo e superbia. L’umanità qua tratteggiata è un’umanità debole, in costante bisogno ossessivo di controllo, indistinta, non unita, impigrita e dipendente dalla tecnologia che non riesce a migliorarsi ma al contrario, quest’ultima non fa che tirarne fuori il suo lato peggiore; capace di tutto  pur di ottenere ciò che vuole; che sia fama, giustizia, pregi vari o riscatto. In Black Mirror non esiste speranza in un futuro migliore, di possibilità di cambiamenti positivi o spazio per i buoni sentimenti. Tuttavia, con il suo pessimismo, si presenta come una serie assolutamente onesta, in grado di mostrare la natura umana nei aspetti più veri e brutali, senza false illusioni o ipocrisie.

Se state cercando una serie che vi avvolga in un caldo abbraccio come una coperta intessuta di facili rassicurazioni, non è la serie che fa per voi: Black Mirror al contrario con il suo nichilismo crudo lascia, ad ogni episodio ultimato, un costante senso di vuoto e un retrogusto molto amaro. Tuttavia la sua bellezza risiede proprio in questo, nella sua incredibile capacità di mostraci  per ciò che siamo.

Per questi motivi, è una serie da non perdere, in grado di suscitare riflessioni e approfondimenti; siamo proprio sicuri che sia questo il futuro che vogliamo?

Disponibile su Netflix.

Fateci sapere nei commenti se l’avete vista e quali sono i vostri episodi preferiti o più semplicemente, se avete intenzione di darle un’occhiata.

 

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