American Horror Story – Viaggio all’insegna del grottesco e dell’horror

American Horror Story – Viaggio all’insegna del grottesco e dell’horror

Sono passate alcune settimane dalla notizia che vede la serie di punta di Ryan Murphy (già autore di Nip//Tuck e di Glee) rinnovata per altre tre stagioni: possiamo quindi stare tranquilli! American Horror Story continuerà a turbare i nostri sogni ancora per un bel po’. La serie, nata nel  2011 di carattere antologico (cioè che rinnova ogni anno sia la storia che i personaggi), è entrata prepotentemente nell’immaginario televisivo seriale acquisendo fin da subito una buona fetta di pubblico e facendosi man mano largo nei cuori dei fan, divenendo, così in breve tempo una vera e propria serie cult. Il merito più grande risiede senz’altro nella creazione di uno stile nuovo e molto accattivante dove l’horror è soltanto la punta dell’iceberg di un discorso più ad ampio raggio e che accoglie non solo i fatti storici ma anche il sotto-testo della società americana, esattamente come suggerisce il titolo. Orrore, deformità  grottesche (non solo fisiche ma che, in maniera più estesa riecheggiano nell’animo umano) e folklore americano, tutti elementi ben orchestrati e dosati tra loro in maniera originale e conditi con un gusto squisitamente camp  in aggiunta a dettagli pop: questa è la ricetta vincente di American Horror Story. Ma la prerogativa maggiore di questa serie, aldilà delle ricostruzioni storiche, delle scenografie, dei costumi, della fotografia e della regia è sicuramente l’ampissimo cast che di anno in anno ha rappresentato in prima persona una moltitudine di personaggi, portavoce di orrori e tragedie. Il cast, capeggiato da una sempre sensazionale e trasformista Sarah Paulson e da un Evan Peters sempre capace di mettere in scena personaggi molto diversi tra loro ma tutti perfettamente credibili, è un cast di primo livello. Tuttavia è impossibile non parlare di colei che più di tutti ha sapientemente spadroneggiato la scena: ovvero Jessica Lange, sempre maestosa nelle sue interpretazioni di personaggi a tutto tondo, molto complessi ma altrettanto ben caratterizzati da una fragilità umana e contemporaneamente da una forza ineguagliabile, capaci di gesti crudeli e allo stesso tempo di parole gentili. é inutile negarlo, la serie a partire dalla quinta stagione è rimasta orfana della sua punta di diamante; la sua mancanza purtroppo si fa sentire, eccome.
Perché quindi non passare in rassegna le varie stagioni  in un ipotetico viaggio all’insegna dell’horror e della società tipicamente americana?

  • Murder House
American Horror Story - Viaggio all'insegna del grottesco e dell'horror
 

Gli Harmon, una tipica famiglia americana composta dallo psichiatra Ben (Dylan McDermott), la moglie Vivien (Connie Britton) e la figlia adolescente Violet (Taissa Farmiga), dopo un aborto e l’infedeltà  da parte dell’uomo, si trasferiscono da Boston a Los Angeles nel tentativo di ricominciare una nuova vita e lasciarsi alle spalle gli sgradevoli avvenimenti. Una volta giunti della città degli angeli, comprano a un prezzo ragionevole una bellissima  casa costruita negli anni ’20 dall’architettura gotica. La casa però fin dalle primissime scene, si rivela particolare. Essa è infatti un luogo dedito all’omicidio. Numerosissimi sono coloro che, nel corso delle decadi, hanno perso la vita in strane e bizzarre circostanze. Tutte, però, sono attualmente prigionieri all’interno della casa sotto forma di spiriti.
Una volta giunti nella nuova casa, gli Harmon fanno ben presto conoscenza di alcuni inquietanti personaggi: la vicina di casa Constance (Jessica Lange) insieme alla figlia affetta da sindrome di Down Adelaide (Jamie Brewer), Tate (Evan Peters) un ragazzo con gravi disturbi psichici e che diventerà quasi subito uno dei pazienti di Ben e Larry, (Denise O’Hare) un uomo dal volto completamente sfigurato.
Tra un’ escalation di violenza, situazioni assurde e citazioni a fatti di cronaca (come ad esempio le  numerose stragi avvenute nelle scuole e nei college americani) ciò che Murder House mette in scena è la disgregazione della famiglia americana borghese, benestante ma incapace di una comunicazione reale e profonda. I dialoghi tra i vari componenti della famiglia risultano per la maggior parte vuoti e superficiali: non esiste un reale avvicinamento e una comunione d’intenti all’interno della coppia, ma solo un accentuato egoismo. Ne è la prova la presenza della cameriera Moira (Frances Conroy,) vista dai coniugi in maniera differente: come un’anziana donna da Vivien, giovane e sensuale e sempre in procinto di sedurlo da Ben. Entrambe rappresentazione di ciò che ognuno vuole vedere.
Con le sue particolarità, questa prima stagione ha saputo far breccia e conquistare il pubblico, regalandoci una serie del tutto nuova che ha fatto parlare di se a lungo. Ancora oggi è considerata una delle stagioni migliori dai fan.
La stagione è disponibile in DVD  a 18,59 Euro su Amazon.

American Horror Story - Viaggio all'insegna del grottesco e dell'horror
  • Asylum
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Ambientata  in Massachusetts principalmente nel 1964 (con qualche accenno al presente), questa stagione ruota attorno al manicomio religioso Briacliff, gestito con estremo rigore da Suor Jude (Jessica Lange), ex cantante di piano-bar che grazie alla fede ha saputo risollevarsi  e rimediare ai gravi errori commessi in passato.  Ad affiancarla nella gestione del manicomio, troviamo la dolce Suor Mary Eunice (Lily Rabe) e l’ambizioso Monsignor Timothy  Howard (Joseph Fiennes) mentre nel comprimario dedicato alla cura dei pazienti il sinistro Dott. Arden (James Cromwell) e il rassicurante psichiatra Oliver Thredson (Zachary Quinto). Il manicomio nella sua piena attività è un luogo claustrofobico, oscuro e macabro, teatro di violenza e di estremo dolore.
Tra passato e presente, aleggia lo spauracchio del diabolico killer “Bloody face“che uccide e scuoia il viso delle sue vittime per farne con la loro pelle una sorta di maschera.
Come ipotetico colpevole viene fermato un ragazzo di nome Kit (Evan Peters): la moglie Alma è infatti scomparsa in strane circostanze. Il ragazzo verrà successivamente internato proprio nel manicomio in attesa di una valutazione psichiatrica da parte del Dott. Thredson e di un successivo processo. Un’aspirante giornalista, Lana Winters (Sarah Paulson) in cerca di fama e dello scoop del momento, s’intrufola nel manicomio per avere l’esclusiva sul presunto killer. La ragazza però, scoperta da Suor Jude, verrà anch’essa reclusa a Briacliff  a causa della sua omosessualità, considerata una devianza psichiatrica.
Tra presunti alieni, possessioni demoniache, torture, folli esperimenti, creature raccapriccianti e omicidi, Asylum ne approfitta per occuparsi di alcuni grandi temi che hanno investito ad ampio spettro la storia americana (e non solo) tra cui: la discriminazione razziale (Kit e Alma sono infatti una coppia mista),gli abusi perpetuati all’interno dei manicomi ai danni dei presunti malati (è frequentissimo l’uso dell’elettroshock per curare le varie patologie, esattamente come accadeva all’epoca), e sopratutto una non tanto velata critica nei confronti della Chiesa; tutt’altro che istituzione simbolo di bontà,  generosità e carità cristiana ma vero e proprio sinonimo di ipocrisia, arrivismo, fama di potere e infine, di malvagità.
Molto presente è inoltre l’aspetto erotico che investe tutti i personaggi: da Suor Jude rappresentata più come una donna sensuale che come una casta suora fino a Suor Mary, vero e proprio oggetto dei desideri sessuali del Dott. Arden.  Sacro e profano si mischiano fino quasi a sfiorare la blasfemia.
Asylum attinge quindi all’horror classico per costruire un impianto narrativo interessante e un’ambientazione da incubo, avvalendosi di un comparto tecnico di qualità: è sicuramente la stagione migliore tra tutte. Non potete non recuperarla se non l’avete vista!
Disponibile in DVD a 18,59 Euro su Amazon.

American Horror Story - Viaggio all'insegna del grottesco e dell'horror
  • Coven
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New Orlens, Louisiana, l’adolescente Zoe Benson (Taissa Farmiga) scopre di essere una strega: è capace infatti di uccidere qualsiasi ragazzo con cui tenta di avere il suo primo rapporto sessuale. La giovane viene quindi mandata nell’esclusiva scuola chiamata “Accademia Miss Robichaux per ragazze eccezionali” gestita dalla sempre composta Cordelia Foxx (Sarah Paulson). La scuola, si impone il compito di far crescere e proteggere le giovani streghe dai pericoli della società moderna.
Una volta arrivata nella scuola, Zoe fa la conoscenza di altre tre compagne: Madison (Emma Roberts) famosa stella del cinema con il potere della telecinesi, Queenie (Gabourey Sidibe) una vera e propria bambola vodoo vivente e Nan (Jamie Brewer) capace di leggere del pensiero. Al gruppetto di giovani streghe fa inoltre la comparsa la strega hippie Misty Day (Lily Rabe). Zoe, inoltre, conosce e si invaghisce di un ragazzo di nome  Kyle.
Nell’ accademia, fa il suo ritorno dopo anni di assenza Fiona Goode (Jessica Lange), madre di Cordelia e strega Suprema; la strega più potente dell’intera congrega  ormai sul viale del tramonto, ma ancora in grado di padroneggiare in maniera abilissima tutti e sette i poteri che caratterizzano le streghe. Oltre all’inquietante maggiordomo Spalding, (Denis O’Hare)  come cameriera viene assunta da Fiona la ex ricca e sadica madame Delphine Lalaurie (Kathy Bates), vissuta nel 1834 e con il dono dell’immortalità. La sua comparsa, desterà scalpore e l’ira della regina del vodoo Marie Laveu (Angela Basset) colei che per vendetta ha scagliato in passato una maledizione rendendola immortale.
Il gruppo di streghe dovrà quindi far fronte a numerosi pericoli.
Se Asylum aveva imboccato la strada dell’horror nella sua essenza più classica regalandoci, proprio per questo un vero e proprio gioiellino cinematograficamente parlando, Coven, abbandona le sfumature oscure in favore di una vena più sovrannaturale attingendo a film dello stesso tipo (Giovani streghe), mantenendo sempre intatto il suo stile unico. Non mancano infatti le scene di violenza e i fiumi di sangue che caratterizzano la serie. La schiavitù e il razzismo sono tra i temi di denuncia a cui la stagione osserva con occhio critico uniti da una struttura narrativa di tipo corale. I personaggi femminili, in questo contesto vengono infatti innalzati: esse non sono più solo semplici streghe ma donne che lottano per trovare il loro posto e farsi strada all’interno di un mondo prettamente maschile.
Pur distaccandosi dalla stagione precedente, Coven riesce a intrattenere e deliziare, grazie a una storia avvincente e un sempre ottimo lato tecnico.
Il cofanetto DVD è sempre disponibile  a 18.59 Euro su Amazon.

American Horror Story - Viaggio all'insegna del grottesco e dell'horror
  • Freak Show
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Jupiter, Flordia, 1952, Bette e Dot, (Sarah Paulson) due gemelle siamesi unite da un unico corpo ospitante entrambe le teste,vengono accusate dell’omicidio della madre. A occuparsi di loro si adopera Elsa Mars (Jessica Lange) un’immigrata tedesca con ancora sogni di gloria e impresaria di un circo locale; la donna offre loro la possibilità di diventare l’attrazione di punta del suo Freak Show. Dopo anni di segregazione all’interno della loro casa, le due ragazze accettano di far parte della folta schiera di “mostri” che popolano il tendone. Tra loro possiamo trovare: Paul, l’uomo foca (Mat Fraser), Jimmy il ragazzo aragosta (Evan Peters) insieme alla madre Ethel,  la donna barbuta,(Kathy Bates)  Ma Petite , la donna più piccola  del mondo (Jyoti Amge) e infine Pepper (Naomi Grossman), la microcefala già vista in Asylum. Incuriositi  dal circo sono poi due personaggi bizzarri: la sensitiva Esmeralda (Emma Roberts) e l’impresario TV Spencer (Denise O’Hare) che si avvicineranno ai freaks con loschi intenti.
Durante il primo spettacolo delle gemelle, Dandy Mott,( Finn Wittrock) un giovane molto ricco e viziato, rimane affascinato dalle ragazze a tal punto da proporre  una cospicua cifra in denaro in cambio della loro compagnia. Bette e Dot decidono di non accettare l’offerta e di rimanere nel circo;  Dandy però è tutt’altro che incline ad accettare il rifiuto….A complicare ulteriormente la situazione vi è la presenza di uno  clown chiamato Twisty  (John Carroll Lynch) dall’aspetto spaventoso che si aggira per la città commettendo omicidi. I freaks dovranno quindi difendersi da una moltitudine di potenziali minacce.
Sono numerose le componenti che rendono Freak show unico rispetto alle scorse stagioni; a cominciare dalle scenografie e dai costumi, entrambi bellissimi e molto colorati per concludere con i numerosi influssi alla musica pop a cui lo show attinge per farne da vera e propria colonna sonora. Questi elementi contribuiscono alla creazione di un’atmosfera  accattivante in pieno stile camp. Sono però le varie citazioni al cinema espressionista tedesco a rendere maggiormente affascinante questa stagione; di cui vale la pena ricordare “Il gabinetto del Dott. Caligari” del 1920 e soprattutto il “Freaks” di Todd Browning del 1932.
Tutti questi fattori formano da colonna portante per l’introduzione del tema principale: la xenofobia, ovvero il diverso; non accettato e visto con paura ed orrore. “All monsters are human” ma in ultima analisi sono le persone “normali” ad essere i veri mostri.
Con il suo stile estetico unico, Freak Show, ci ha letteralmente conquistati: non è la stagione migliore ma, sicuramente, è la stagione più originale dell’intera serie.

Disponibile in DVD su Amazon a 20,94 Euro.

American Horror Story - Viaggio all'insegna del grottesco e dell'horror

 

  • Hotel
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Los Angeles, il detective John Lowe, (Wes Bentley) sulla pista del killer rinominato dei “Dieci Comandamenti“, si ritrova casualmente ad alloggiare in uno strano Hotel: il Cortez. Ad accoglierlo nel suo soggiorno troviamo la transessuale Liz Taylor (Denise O’Hare) e una donna anziana dai modi garbati: Iris (Kathy Bates).
L’uomo, nonostante metta animo e corpo nelle sue indagini è ancora molto provato dall’improvvisa scomparsa del figlio Holden, avvenuta due anni prima in circostanze non ancora note. Proprio a causa di questa tragedia, il matrimonio con la moglie, la dottoressa Alex (Chloe Sevigny) è in declino.. Durante la notte, mentre si aggira nei corridoi dell’Hotel il detective intravede una figura a lui nota: un bambino biondo identico al figlio.
L’edificio, arricchito da una bellissima architettura, è in realtà un luogo sordido e inquietante, non raro ad essere scena di omicidi plurimi. Oltre a John altri  personaggi ambigui alloggiano nell’ Hotel: da Sally (Sarah Paulson) una tossicodipendente sempre triste e in sofferenza, al proprietario dell’hotel stesso, il sadico James Patrick March (Evan Peters),passando per un gruppetto di bambini biondi e molto pallidi, ma sopratutto la Contessa Elizabeth (Lady Gaga) insieme al suo amante Donovan (Matt Boomer). I due sono entrambi affetti da uno strano virus che li costringe a cibarsi di sangue umano e di conseguenza a compiere vere e proprie mattanze.
A completare il quadro, fanno ulteriormente la loro apparizione lo stilista Will Drake (Cheyenne Jackson) e il modello Tristan (Finn Wittrock) che desteranno entrambi, seppur per motivi diversi, l’interesse della Contessa.
Se Freak Show aveva dato vita a uno stile particolare, molto colorato e originale, Hotel mantiene questa tendenza, pur adottando tinte leggermente più fosche e cosparse di dettagli prettamente queer. Lo show, risulta quindi ancora fresco sul piano estetico, grazie sopratutto a una regia sempre molto buona e a un montaggio che in più di occasioni ci regalerà delle vere e proprie chicche.
Purtroppo però, questa stagione ha parecchie pecche, a cominciare da una trama veramente molto confusionaria da scadere, in alcuni frangenti, quasi nel ridicolo. Lo show è inoltre orfano di Jessica Lange: Lady Gaga purtroppo non regge il confronto con la famosa attrice e ne risulta particolarmente penalizzata. Il suo personaggio, potenzialmente fornito sulla carta di una buona dose di sfaccettature e complessità, nel pratico risulta essere poco convincente, seppur molto inquietante e carismatico.
Per tutti questi motivi, Hotel pur mantenendo uno stile affascinante è indubbiamente la stagione meno riuscita. Le prime puntate  sono comunque molto buone. Purtroppo poi la serie, intavolando tanti personaggi e sotto trame diverse (decisamente troppe) non riesce a gestire il tutto nel migliore dei modi perdendosi ulteriormente nell’oblio. Peccato.

Disponibile sempre in  DVD a 19.90 Euro su Amazon.

American Horror Story - Viaggio all'insegna del grottesco e dell'horror
  • My Roanoke Nightmare
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Matt e Shelby (Andrè Holland e Lily Rabe) sono una giovane coppia molto innamorata di Los Angeles. Dopo essere stati vittima di un’aggressione da parte di una gang, la donna perde il bambino che portava in grembo. Nel tentativo di superare la tragedia, entrambi decidono di trasferirsi in North Carolina per cominciare una nuova vita. Acquistano perciò all’asta e a prezzo stracciato, una bellissima casa di epoca coloniale contro un gruppo di contadini del luogo. La coppia però fatica ad ambientarsi nella nuova abitazione; fin dalle prime battute infatti, avvengono fatti terrificanti che non lasciano presagire nulla di buono e terrorizzano Shelby;  Nel tentativo di rassicurare la moglie, Matt, chiede alla sorella Lee (Adina Porters) di raggiungerli: tra Lee e Shelby non corre però buon sangue e la prima non vede di buon occhio la seconda; per tanto non è disposta a credere alle parole della cognata. Ma qualcosa di oscuro e antico popola l’edificio e il territorio attorno alla casa. I tre protagonisti dovranno quindi tentare di sopravvivere a qualunque costo.
L’intera storia è inoltre raccontata sotto forma di documentario in un’attenta ricostruzione che prevede l’impiego di alcuni attori a cui si alternano, davanti alla telecamera ,le impressioni in prima persona dei protagonisti: in perfetto stile “Alta Fedeltà”.
Con Roanoke, Ryan Murphy  inverte bruscamente la rotta intrapresa nelle stagioni precedenti con un ritorno più simile alle origini: è infatti una stagione molto più cupa e inquietante. Ed è proprio grazie a questo stile  asciutto che non si lascia andare a particolari fronzoli che la serie riesce davvero a rinnovarsi e a presentarci qualcosa di nuovo,  riconducibile a un vero horror che a una stagione tipica di American Horror Story.
Questa nuova struttura a documentario, inoltre, intrattiene e crea notevole suspense; una trovata davvero geniale che ironizza e apre la strada verso una critica nei confronti dei programmi di”verità“. Realtà e finzione si intrecciano in maniera indissolubile in una continua spettacolarizzazione dei sentimenti e degli orrori: il confine tra le due è molto molto labile.
Numerosissimi sono inoltre (a cominciare da Murder House, per ovvie ragioni) i rimandi e i crossover con tutte le stagioni precedenti, delle vere e proprie autocitazioni che delizieranno i fan.
Roanoke, dona quindi nuova linfa vitale ad American Horror Story: intrattiene e spaventa come solo questo show è in grado di fare.
Il nostro viaggio, per oggi, si conclude qui.

Lasciateci un commento e fateci sapere quale stagione preferite!

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